Una riduzione di tonnellate in discarica prevista da 301 mila (dato 2014) a 86 mila, con costi che, dalle stime effettuate, saranno contenuti anche rispetto a quelli previsti da altre Province, che si attestano su 110-120 euro a tonnellata (contro i 182 per esempio della Spezia). È stato approvato oggi dal consiglio metropolitano di Genova il piano dei rifiuti. «Una delibera importante – spiega il consigliere delegato Enrico Pignone – perché sviluppa la strategia in in un momento di particolare criticità dovuta sia alla chiusura di Scarpino sia alla necessità di raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla legge».

Il supporto alla redazione del piano è stato fornito dall’Istituto agrario di Monza. «Il piano è coerente con le scelte regionali  e consentirà di superare le percentuali  di legge, nell’ottica di un sistema di economia circolare, con il recupero della materia e la sua valorizzazione energetica».

Come già ampiamente descritto in precedenza da Bj Liguria, il piano ha modificato i bacini e omogeneizzato i colori dei cassonetti. «Abbiamo analizzato il fabbisogno e cercato di ridurre la frammentazione in vista del 2020, quando subentrerà il gestore unico», aggiunge Pignone. Il piano ha scelto l’opzione 2 tra quelle previste dal piano regionale: prevedendo due impianti per il trattamento dell’indifferenziato attraverso la separazione secco/umido con una stabilizzazione e l’abbancamento in due discariche di servizio, mentre per il trattamento della frazione organica (stimata nel 2020 in 89.100 tonnellate dai parametri regionali), viene evidenziata la necessità di un impianto per Genova e i Comuni dell’area con una capacità di 70 mila tonnellate all’anno, mentre per i Comuni del Golfo Paradiso e del Tigullio l’impianto dovrebbe avere una capacità di 16 mila tonnellate. Inoltre serviranno da 26 a 36 piccoli impianti per il compostaggio di prossimità di capacità complessiva di 3.100 tonnellate all’anno.

«L’umido –  puntualizza Pignone – sarà destinato alla produzione di compost e biometano per veicoli o per gli usi domestici».

L’ipotesi di un terzo impianto di separazione e biodigestione, nel caso fosse necessario, sarebbe realizzata nel Comune di Orero, in Fontanabuona.

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