Non è mancato l’interesse delle imprese genovesi per la giornata cubana organizzata questa mattina dalla Camera di commercio di Genova. Un salone del consiglio gremito per conoscere non solo le opportunità economiche che L’Avana può offrire all’imprenditoria genovese e ligure, ma anche i vantaggi che gli investitori stranieri possono trovare una volta sbarcati sul suolo cubano. Tanto che l’ente camerale ha già pronta una missione a Cuba, forse già tra ottobre e novembre 2016, sicuramente entro i primi mesi del 2017, nella quale saranno coinvolte soprattutto le nostre piccole e medie imprese.

«Genova ha delle caratteristiche interessanti per questo territorio – spiega Massimo Giacchetta, vicepresidente della Camera di commercio di Genova – Per questo riteniamo fondamentale dare seguito all’incontro di oggi». E non solo perché Cuba, una lingua di terra lunga e stretta, un po’ come l’Italia, si avvicina al nostro Paese per cultura e mentalità. Ma anche perché non è poco quello che questo Paese può offrire in termini economici e commerciali: «All’interno di una crisi internazionale, il nostro Pil è cresciuto del 4% – spiega l’ambasciatrice di Cuba a Roma, Alba Beatriz Soto Pimentel – Tutti i settori di produzione sono cresciuti in diverse misure, l’ambiente è favorevole. C’è stabilità e sicurezza sociale, abbiamo un alto livello di istruzione. In ambito europeo abbiamo compiuto molti passi avanti con l’Ue, siglando ampi accordi di cooperazione, commercio e investimento».

Il cambiamento che ha affrontato Cuba ha toccato soprattutto l’ambito commerciale: oggi il commercio estero cubano si sviluppa per il 55% con l’America, il 27% con l’Europa (in cui l’Italia è al primo posto), il 15% con l’Asia. Gli investimenti stranieri diventano ora il motore economico del Paese. «Gli investitori godono di piena protezione e sicurezza – sottolinea l’addetto commerciale dell’ambasciata Maslenikov Castellanos Guerrero – I passi da compiere sono pochi e chiari: prima si individua l’interesse, poi si trova un partner, si prosegue con la lettera di intenti e la negoziazione. Infine si presenta il piano di business per l’autorizzazione, che sarà resa ufficiale da un notaio e conclusa con l’iscrizione al registro della camera di commercio e il rilascio di licenze e permessi». I vantaggi per gli investitori stranieri non sono pochi. Si va dall’esenzione fiscale sugli utili per primi otto anni di attività a quella per l’utilizzo della forza lavoro, dall’esenzione d’imposta sulle vendite per il primo anno, fino a quella del pagamento dei dazi doganali durante il processo d’investimento.

L’economia di Cuba si sviluppa su moltissimi settori. «Sigari e ruhm», scherza Guerrero prima di elencare tutti i punti di forza del suo Paese: l’agricoltura, la pesca, il turismo, ma anche farmaci e servizi in ambito sanitario, di cui Cuba rappresenta un’eccellenza, la tecnologia e l’innovazione. Quello di cui ha bisogno e che punta a trovare anche a Genova e in Liguria sono fondamentalmente i mezzi e la logistica: «Il settore agricolo, che sta affrontando un’importante trasformazione, non è sufficiente a soddisfare il consumo interno − spiega − Non per la bassa produzione, ma perché ci manca la capacità di portarlo al cliente finale: manca la logistica e lo sviluppo di nuove modalità di trasporto. A Cuba è importante la produzione di zucchero di canna. Ma abbiamo bisogno di incrementare e migliorare i macchinari. In Italia questa produzione non esiste, ma esistono i mezzi per svilupparla. Per questi motivi il know how è il benvenuto a Cuba».

A rendere ancora più appetibile l’investimento a Cuba per gli imprenditori stranieri, la presenza di una zona speciale, Mariel, creata esclusivamente per la produzione locale. L’area industriale si estende per 465 chilometri quadrati, include il porto più importante del Paese e dispone di quello che in Italia si chiama sportello unico per le imprese. Divisa per blocchi a seconda del tipo di attività, Mariel gode di infrastrutture di base (ferrovie, autostrade), di un regime speciale per il pagamento dei tributi e di altri vantaggi, più di quanti gli investitori possano già trovare nel resto del Paese. «La produzione in quest’area ha bisogno dei servizi di altre imprese – dice Guerrero – perciò si può lavorare qui anche come concessionario o come cliente». Per non parlare della posizione strategica: «Fare affari con Cuba significa fare affari con tutto il mondo».

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