Bonus sulle pensioni maturate all’estero, sgravio delle aliquote sulla pensione separata ed equiparazione dei premi di fine carriera al Tfr italiano. Tre punti all’ordine del giorno, e altrettante rivendicazioni di equità fiscale, che i Frontalieri Autonomi Intemeli hanno consegnato lo scorso venerdì a Roma nelle mani di Rosario De Luca, presidente nazionale della Fondazione Studi dell’ordine dei consulenti del lavoro.

La delegazione dei frontalieri ponentini era composta dal presidente del Fai Santo Fortugno, dal vicepresidente Roberto Lacchin e dal segretario Roberto Parodi. Con loro il presidente dei consulenti del lavoro imperiesi Francesco Cerqueti e i professionisti sanremesi Roberto Bracco e Secondo Sandiano.

«L’incontro si è focalizzato sulle problematiche e sopratutto sulle ingiustizie fiscali – spiega per il Fai Roberto Lacchin – nei confronti dei nostri pensionati frontalieri. La nostra associazione ritiene che, nonostante i problemi dei lavoratori siano ancora ben lontani dall’essere risolti, sono proprio i pensionati frontalieri liguri i più vessati dal fisco, e quindi coloro che ad oggi meritano di più la nostra attenzione. Questo non ci impedisce di lavorare in parallelo sui problemi di tutta la nostra categoria. Al dottor De Luca sono stati esposti, con ampia documentazione, le situazioni anomale che portano i pensionati frontalieri a non vedersi riconosciuti i diritti di un trattamento fiscale equo né paragonandosi ai loro colleghi francesi, né ai loro connazionali Italiani».

In particolare i frontalieri sottolineano che non è riconosciuta una franchigia fiscale alle pensioni per una erronea interpretazione della legge da parte dell’Agenzia delle entrate. Secondo il Fai il trattamento della pensione complementare è a tutti gli effetti una pensione integrativa e quindi dovrebbe avere, come avviene per gli italiani, un trattamento di tassazione separata. «Invece fa cumulo con il reddito, viene tassata all’aliquota più alta. Sui premi di fine carriera: «Sono somme versate dal datore di lavoro al momento di andare in pensione, somme esigue ma che fiscalmente dovrebbero essere tassate come il Tfr italiano e che invece, anch’esse, fanno cumulo e vengono quindi penalizzate in modo importante».

Una riunione tecnica, che fa ben sperare i delegati del Fai: «Torniamo da questo incontro molto ottimisti, i consulenti del lavoro sono professionisti esperti del settore e la volontà del presidente De Luca di avviare un percorso comune per trovare azioni sinergiche ci fa pensare di essere sulla buona strada».

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