Con un budget stimato in 15 milioni la produzione francese del film su Dalida (e Luigi Tenco) è sbarcata in questi giorni a Sanremo, trasformando la città in un set cinematografico.

Ben quattro giornate di ripetizioni per un girato che si aggirerà intorno ai 10 minuti. In scena la vicenda tormentata e drammatica del Festival anno 1967, quando la partecipazione del duo Tenco-Dalida si concluse con l’eliminazione del brano “Ciao amore, ciao” e la morte del cantautore italiano nella sua camera d’albergo, la 219 dell’Hotel Savoy. Tra le location il Teatro Ariston, il Royal Hotel e il molo di porto vecchio dove saranno girate alcune scene in esterno.

Nel cast, di prim’ordine, compaiono gli attori italiani Riccardo Scamarcio (Orlando, il fratello di Dalida), Alessandro Borghi (Luigi Tenco), Sveva Itlana (Dalida) e poi i beniamini del pubblico francese Jean Paul Rouve e Patrick Timsit.

La regista Lisa Azuelos, nell’incontro con la stampa, ha elogiato la città, «location imprescindibile per questo film», mentre gli attori sono stati avvistati “a spasso” tra i camerini allestiti nei camion in pieno centro, i tendoni del catering e i ristoranti della città. Se da una parte la produzione “Bethsabée Mucho” ha portato con sé il catering per il pranzo, la sera sono stati prenotati ristoranti a un prezzo concordato di 25 euro a persona per la produzione, senza budget per gli attori.

È però Andrea Rocco, direttore di Genova-Liguria Film Commission, a spiegare insieme al patron dell’Ariston Walter Vacchino e all’assessore sanremese Daniela Cassini l’impegno dell’agenzia ligure nel promuovere l’arrivo di produzioni cinematografiche. Che portano lavoro per centinaia di comparse, intermediari, professionisti dell’accoglienza. «Oltre a un evidente richiamo in termini di promozione del territorio» sottolinea l’assessore al turismo Daniela Cassini. E Rocco: «Non è certamente la prima produzione a sbarcare in Liguria, anche se questa è piuttosto visibile». «È in assoluto il 23esimo film girato nella città di Sanremo – precusa il patron dell’Ariston Vacchino – il primo girato all’Ariston dove si svolgono cinque scene tra platea, backstage, bar e scalinate. Il lavoro di Genova-Liguria Film Commission ha già portato produzioni come quella di “Grace di Monaco” e “Un sac de billes”, quest’ultima nell’entroterra ventimigliese di Olivetta San Michele».

A maggio arriverà un’altra produzione francese, per il film sul romanzo di Romain Gary “La promesse de l’aube”. «Alcune Film Commission – spiega Rocco – hanno ampi budget a disposizione, noi invece siamo riusciti a ottenere finanziamenti europei che ci permettono di operare, con margini di manovra più limitati. Il problema è che diverse produzioni chiedono corposi contributi alle Film Commission, scegliendo insomma chi offre di più. «A farlo sono in particolare quelle italiane».

Ma la Riviera ligure offre grandi potenzialità, soprattutto quando si tratta di giocare di sponda con la vitalità del cinema francese: «Abbiamo tanti punti di forza – sottolinea Rocco – in particolare location ben preservate che si adattano al cinema storico in costume. Non ultimo l’economicità, rispetto magari alla vicina Costa Azzurra. Ci sono territori e paesi che si specializzano, pensiamo al Canada che offre sgravi sui contributi sociali per le riprese cinematografiche, catalizzando un gran numero di produzioni poi ambientate negli Stati Uniti. Ora – conclude Rocco – anche il Comune di Sanremo dovrebbe entrare in Liguria Film Commission, che gestisce ogni anno un centinaio di produzioni audiovisive, comprese quelle commerciali, su tutto il territorio ligure».

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