No del consiglio regionale ligure ai tagli sulle pensioni di reversibilità. L’assemblea ha approvato con 16 voti a favore, 5 voti contrari (Pd) e 6 astenuti (Movimento5Stelle) la mozione presentata da Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritta dai colleghi di gruppo Alessandro Piana, Franco Senarega, Stefania Pucciarelli Alessandro Puggioni in cui si chiede che la giunta esprima formalmente al governo la propria contrarietà al decreto-legge emanato a gennaio dal consiglio dei ministri che prevede una razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale e di altre prestazioni anche di natura previdenziale ricordando che in tale “razionalizzazione” è previsto che le prestazioni oggetto della riforma dovranno essere soggette all’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e non più ai redditi individuali in questione.

Nella mozione il consigliere ha chiesto, inoltre, alla giunta che siano specificate al governo le conseguenze del provvedimento sul tessuto sociale ed economico del territorio. De Paoli ha ricordato che attualmente la pensione di reversibilità è pari al 60% della pensione del familiare deceduto, se va solo al coniuge, all’80%, se c’è anche un figlio, e al 100% se ci sono due o più figli. Inoltre, la stessa è decurtata del 25% se è superiore a 1.500 euro mensili , del 40% se supera 2000 euro (4 volte) e del 50% se supera i 2.500. «In Italia ci sono oltre 4 milioni di persone – ha concluso De Paoli – che non sono in grado di acquistare un paniere di beni essenziali, secondo la definizione di povertà “assoluta” dell’Istat e circa 3 milioni di cittadini, per lo più vedove, percepiscono la pensione di reversibilità che rappresenta una componente fondamentale della sicurezza socio- economica del nostro Paese».

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