Vicenda Piaggio Aerospace ancora al centro dei lavori del consiglio regionale della Liguria. Dopo l’incontro di venerdì scorso a Villanova d’Albenga con i sindaci del territorio e la Rsu, a cui hanno partecipato i parlamentari e i consiglieri liguri del Pd, oggi l’aula ha votato all’unanimità un odg presentato dal gruppo Forza Italia per impegnare presidente e giunta ad attivarsi nei confronti del governo per un forte raccordo tra tutti i livelli istituzionali coinvolti e le forze sociali del territorio. Nell’odg si chiede alla Regione e all’esecutivo Piaggio di richiamare l’azienda al rispetto degli accordi con i quali era stata definita una prospettiva industriale innovativa e che lo Stato confermi la volontà di investire ancora nello sviluppo del P1HH. Proprio su questo tema si sono espressi, con un’interrogazione, anche i consiglieri liguri del Movimento 5 Stelle, chiedendo, in particolare, che la Regione vincoli quel tesoretto di 3,16 milioni di euro a Ricerca e Sviluppo, individuando Piaggio come settore strategico.

Richiesti nell’odg anche il mantenimento dell’integrità dell’azienda nei vari ambiti industriali e territoriali (un vincolo che riguarderà anche eventuali soggetti che dovessero intervenire nella compagine azionaria), la revisione del programma di estensione della cassa integrazione, per ridare funzionalità e continuità a ogni ambito produttivo e in particolare alla divisione motori, e la conferma della prosecuzione degli ammortizzatori sociali per gli esuberi identificati dagli accordi del 2014 e degli impegni per la ricollocazione dei lavoratori interessati.

«Oggi l’intero consiglio ha assunto un’importante presa di posizione a sostegno delle attese di un intero territorio che chiede il rispetto degli accordi firmati − dichiara Angelo Vaccarezza (Forza Italia) −  Pretendiamo che il 22 aprile da Roma arrivino risposte concrete. Non è accettabile che un’azienda rispetti dei patti sottoscritti solo la parte a proprio vantaggio e in ultimo vogliamo capire perché le parti produttive e con un mercato forte vengano dismesse senza motivo».

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