Si definiscono una startup innovativa, perché sono nati solo solo a metà del 2015 e devono compiere ancora il primo anno d’età, ma l’esperienza non manca tra i dieci dipendenti della genovese Innoval. In primis quella di Gilberto Pestalozza, amministratore unico dell’azienda, da cui è partita l’idea di far nascere, a Campi, una piccola realtà imprenditoriale nel campo dell’automazione automotive.

«Progettiamo e applichiamo hardware elettronico e software applicativo per il controllo di mezzi mobili industriali − spiega Pestalozza − per esempio ferroviari, imbarcazioni, da cantiere, o quelli della nettezza urbana». Applicazioni che puntano a soddisfare le problematiche tipiche sia dell’automazione industriale (affidabilità, sicurezza, rapidità di risposta, semplice interazione uomo-macchina), sia del mondo automotive (range esteso di temperature di funzionamento, resistenza a forti vibrazioni e urti, compattezza, isolamento da disturbi elettromagnetici, da polveri e da condensa per umidità). La realizzazione dei singoli prodotti è esterna all’azienda. Il mercato di Innoval è italiano, ma la maggior parte di clienti per cui lavorano si rivolgono all’estero per il proprio business: «Si tratta di macchine che, almeno per ora, hanno davvero poco mercato in Italia», precisa l’amministratore unico.

Con dieci dipendenti, in buona parte giovani, Innoval viaggia su un fatturato di circa un milione di euro. La società si avvale anche della collaborazione di partner tecnologici specializzati in settori complementari al proprio core business.

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