I professionisti come risorsa, garanzia di conoscenza e come partner per la pubblica amministrazione, per la Regione e per lo Stato. In quest’ottica oggi e domani, al Palazzo della Borsa di Genova, gli studi professionali si propongono agli enti pubblici, ma anche ai cittadini, ai quali proprio sabato pomeriggio offriranno consulenza gratuita ne vari scagni della sala delle Grida.

Roberto De Lorenzis
Roberto De Lorenzis

Tra luoghi comuni e stereotipi, i professionisti, nel corso della due giorni organizzata da Confprofessioni Liguria, cercheranno di far valere il loro ruolo. Ma non solo. Cercheranno anche di mostrarsi come partner per Pa ed enti pubblici, avanzando diverse proposte in ambito sanitario e di controllo del territorio. La prima si chiama Cadiprof, la Cassa di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti degli studi professionali, che prevede una sperimentazione di un nuovo modello sanitario integrato pubblico-privato. La seconda riguarda invece il controllo del territorio per il monitoraggio degli eventi atmosferici: «Siamo partiti da una constatazione di base – spiega Roberto De Lorenzis, presidente Confprofessioni Liguria – In caso di calamità naturale, arrivano centinaia e centinaia di telefonate da persone che stanno assistendo a una situazione di pericolo. Telefonate però inutilizzabili, per due motivi: prima di tutto perché le persone quasi sempre non specificano il luogo dell’evento. In secondo luogo, perché la percezione del pericolo è soggettiva e quindi spesso poco affidabile. Di conseguenza, il nostro studio prevede un utilizzo della tecnologia, come quella degli smartphone, che, attraverso una foto inviata alla centrale, consenta di confrontare il dato ricevuto con modelli matematici che, valutando il fenomeno in modo scientifico e oggettivo, possano verificarne l’effettiva pericolosità e indirizzare quindi i soccorsi in modo più mirato».

Un utilizzo positivo, questo, della tecnologia. Ma non sempre è così: «Bisogna saper padroneggiare gli strumenti tecnologici, e non esserne schiavi – commenta De Lorenzis – La cultura è troppo spesso omogeneizzata e un popolo che vive in un mondo in cui qualsiasi bufala, quando diventa virale, si trasforma anche in verità, non può che essere facilmente maneggiabile. Non tutte le risposte si trovano su internet. Per questo il ruolo del professionista, con la sua conoscenza, il suo studio e il suo aggiornamento continuo, deve essere valorizzato e degno di attenzione».

Una richiesta di attenzione avanzata da De Lorenzis, se non altro, anche per il valore economico che il mondo dei liberi professionisti rappresentano in Italia: «Siamo realtà economiche che contribuiscono per il 12,5% al Pil nazionale. Siamo anche datori di lavoro e, da questo punto di vista, anche piccole imprese. Non a caso l’Europa ci considera già tali. Non vediamo perché dobbiamo quindi essere esclusi da quei benefici e possibilità offerte alle piccole aziende». Una frecciatina alla Regione Liguria? In un certo senso sì, visto che «in alcune Regioni, come la nostra, non è possibile accedere ai Fondi sociali europei mentre, paradossalmente, rivolgendosi direttamente all’Europa, il percorso è consentito. Su questo tema, su cui torneremo anche in questi due giorni, una sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione ai professionisti». Ma le tariffe? «Demonizzate perché non rispettano la libera concorrenza – afferma De Lorenzis – ma in realtà, nel momento in cui il professionista svolge una funzione pubblica, come nel caso di delegato alla funzione certificativa, la tariffa, minima e massima, rappresenta una garanzia».

Si parlerà anche di insolvenza del debitore civile, di incubatori d’impresa e startup innovative e del nuovo contratto nazionale del lavoro degli studi professionali.

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