Chiude con un utile netto di 833 mila euro (727 mila euro nel 2014), confermando l’andamento positivo evidenziato già a partire dall’esercizio 2013, il bilancio consolidato del gruppo Boero Bartolomeo spa al 31 dicembre 2015, approvato dall’assemblea degli azionisti, che ha deliberato un dividendo di 0,13 euro per azione (0,15 euro il dividendo straordinario nel 2014).

««Il risultato positivo conseguito nell’esercizio 2015 – si legge in un una nota dell’azienda – continua a essere il frutto di un intenso programma di innovazione e riorganizzazione in costante sviluppo, finalizzato ad affrontare le sfide del mercato globale coniugando tradizione e design made-in-Italy a innovazione e sostenibilità attraverso uno slancio continuo nel creare prodotti che siano l’espressione più alta della ricerca tecnologica, ecologica ed estetica esistente nel campo della verniciatura».

Nell’esercizio 2015 il gruppo Boero ha conseguito ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a 90,3 milioni di euro rispetto ai 94,8 milioni di euro dell’esercizio 2014 per effetto dell’andamento delle vendite in flessione principalmente nel settore dell’edilizia, mentre il settore mare ha confermato un andamento sostanzialmente stabile.

Il risultato operativo dell’esercizio 2015 ha chiuso positivamente a 2,6 milioni di euro registrando una modesta flessione rispetto al 2014 (-293 mila euro) determinata da effetti contrapposti quali la contrazione del fatturato, la riduzione dei costi variabili e il contenimento dei costi fissi; oltre a ciò la marginalità è migliorata per effetto del trasferimento della produzione dei prodotti a marchio Brignola e Torre nello stabilimento di proprietà di Rivalta Scrivia. Nel 2015, infine, l’andamento dei costi di approvvigionamento delle materie prime ha potuto beneficiare di cali di prezzi legati sia alla domanda ancora debole nei paesi del Sud Europa sia al calo, ancorché diluito, del prezzo del petrolio, scontando qualche effetto al rialzo sui prezzi delle materie prime acquistate in dollari, determinato dall’indebolimento dell’euro nei confronti della divisa americana.

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