Un Comune può vendere parte del suo patrimonio per mettere in ordine i conti, oppure se non lo considera più strategico. Open Polis ha raccolto quanto hanno guadagnato i Comuni dalle alienazioni nel 2013.

Palazzi storici, uffici pubblici, terreni, siti produttivi. A questo si aggiunge il patrimonio mobiliare, dagli automezzi alle partecipazioni societarie. In momenti di difficoltà finanziaria, la vendita di queste proprietà diventa un modo rapido per fare cassa. In altri casi, un’amministrazione può decidere che la proprietà di determinati beni non sia più strategica e che sia più utile per la comunità reinvestire il denaro incassato in altre spese o servizi.

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Indipendentemente dalla motivazione politica della vendita, l’incasso va a finire nella voce “alienazione di beni patrimoniali”. Per quanto riguarda le 15 maggiori città italiane Genova è decima con poco meno di 7 euro pro capite.

La prima in classifica, di gran lunga, è Venezia: le entrate da alienazioni del patrimonio ammontano a circa 200 euro per ogni abitante . La città lagunare, per il secondo anno consecutivo, si conferma capolista. Al secondo posto Firenze, con 73,4 euro di incassi da alienazioni per ogni residente, seguita da Verona (26,67) e Torino (25,5). Le città che hanno incassato meno con questo tipo di operazioni sono: Milano (3,77 euro pro capite), Napoli (2,13 euro), Catania (1,47 euro) e Palermo (0,31 euro).

Analizzando tutti i Comuni liguri al primo posto c’è Triora, con 362,72 euro procapite, che vale il 53esimo posto in Italia. Sono in sei a superare la quota 100 euro procapite: Fontanigorda (277,22 euro), Apricale (212,5), Gorreto (184,74), San Bartolomeo al Mare (156,65) e Framura (113,79).

Sono 73 invece i Comuni che non hanno alienato patrimonio.

Ecco la classifica completa: Alienazioni Comuni liguri

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