Ha deciso di dedicarsi all’agricoltura e, da maggio, anche alla ricettività Sara Baccelli, 37 anni, spezzina, sposata con due bambini, che dal 2007 ha aperto l’azienda che porta il suo nome.

«I miei genitori fanno tutt’altro, io mi sono appassionata e ho sfruttato la possibilità di utilizzare i terreni che erano dei miei nonni, ma sono praticamente partita da zero». E così ha cominciato i corsi di formazione per imparare il mestiere: «Sono sempre vissuta in campagna, ma per costruire una professione su una passione occorre avere tutte le basi e quindi ho fatto corsi di potatura, di agricoltura sociale, quelli sulle fattorie didattiche, quelli organizzati da Coldiretti».

L’azienda non è molto grande: cinque ettari di terreno nei comuni di Sesta Godano e Rocchetta Vara (località Veppo), suddivisi tra frutteto (mele), oliveto, orto e pascoli, con 4 asini e 2 cavalli: «I cavalli sono una passione di famiglia, anche se ora ho molto meno tempo libero per montarli – racconta Baccelli – gli asini evitano il lavoro con il decespugliatore, tengono in ordine i terreni».

A Sesta Godano il grosso dell’azienda con l’orto, il frutteto e gli animali, a Veppo l’uliveto e l’agriturismo di prossima apertura: «Abbiamo ristrutturato una vecchia stalla, si chiamerà Giumin, com’era soprannominato mio nonno. Faremo servizio di prima colazione, ma anche eventi di degustazione dei prodotti aziendali, niente ristorazione. Le stanze sono 3 doppie e una singola, più un mini appartamento da 4 posti».

L’investimento è stato importante, ben oltre i 100 mila euro, senza contare che anche per l’avvio dell’azienda nel 2007 la spesa era stata più o meno simile: «Non avrei potuto impegnarmi in un’attività simile senza il sostegno del Programma di sviluppo rurale, ma in agricoltura, ancor più che in altri settori, i risultati arrivano dopo parecchio tempo, il frutteto per esempio l’ho piantato 2 anni fa, ne occorreranno molti prima che possa rendere».

Per ora comunque i prodotti della terra, patate e pomodori in primis, sono praticamente tutti venduti: «Ho un buon giro di clienti – specifica Baccelli – faccio vendita diretta. Quando sarò più sistemata penso che aderirò al mercato di Campagna amica». Quest’anno una scommessa: «Sto puntando maggiormente sui ceci, anche perché per la farinata c’è molta richiesta».

Gli svantaggi per chi fa agricoltura per Baccelli sono comunque l’ancora eccessiva burocrazia e – caratteristica della Liguria – terreni che non consentono grandi economie di scala: gli appezzamenti sono piccoli, per questo «occorre puntare sulla qualità, mi piacerebbe riprendere la coltivazione di vecchie cultivar, per esempio».

Da poco inoltre è stata nominata presidente provinciale (la prima donna nella storia spezzina) di Coldiretti: «Un impegno in più, ma mi fa molto piacere, perché mi consente di confrontarmi e ascoltare chi ha la mia stessa attività».

 

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