Addio alla concezione di “scagno”, addio al “piccolo è bello”. Maurizio Fasce ha concluso il suo mandato alla presidenza di Spediporto lanciando una sfida agli spedizionieri genovesi: il primo manager nella storia dell’associazione (che quest’anno ha compiuto 70 anni), ha tratteggiato le linee guida per il futuro del settore e ha lanciato un messaggio alla politica, chiedendo una nomina tecnica e manageriale per il porto di Genova.

«Ci attendono tre grandi sfide nell’immediato futuro – spiega Fasce – quelle legate alla rivoluzione del mercato dei consumi “retail”, introdotta dai grandi player della web-economy; i progetti di ridefinizione della logistica globale, quali il raddoppio del canale di Suez, gli investimenti su Panama, gli accorpamenti e le fusioni dei grandi gruppi armatoriali, il gigantismo navale e l’eccesso di stiva; i cambiamenti epocali nel contesto normativo internazionale, quale l’emendamento alla convenzione Solas e il nuovo Codice doganale comunitario, ma anche nel contesto normativo nazionale, con l’introduzione del Piano strategico nazionale della portualità e della logistica».

Fasce suggerisce che, per vincere queste sfide, lo spedizioniere moderno dovrà modificare il proprio modo di porsi sul mercato: «Chiediamo alle istituzioni la disponibilità a orientare scelte, anche normative, a favore dei traffici e della portualità quale importante motore di sviluppo per il Paese. Certamente un primo tema di confronto riguarderà la riforma del sistema portuale».

Presente anche il viceministro Enrico Zanetti che ha solo in parte accolto le indicazioni degli spedizionieri: «Daremo voce anche ai privati nella riorganizzazione delle autorità portuali a livello consultivo. L’inquadramento però resterà pubblico».

Il pericolo di una gestione pubblica, secondo gli operatori, è che spesso non è in grado di decidere e sviluppare investimenti con la rapidità necessaria per stare al passo con le esigenze del mercato.

Fasce ha terminato il triennio di presidenza e non si ricandiderà: ha spiegato che Hartrodt Italiana, l’azienda che rappresenta, ha deciso di puntare su di lui per l’apertura e la gestione di ulteriori mercati internazionali.

Tra gli aspetti positivi del suo mandato, Fasce cita il riavvicinamento con gli agenti marittimi, «con i quali abbiamo presentato e condiviso un importante progetto di sviluppo del porto di Genova sfociato nella candidatura congiunta alla gestione di Eport», l’abbattimento dei campanilismi regionali attraverso la creazione della Ligurian Logistic System, ma anche la spinta all’internazionalizzazione, culminata con la sua elezione a presidente del Maritime Institute del Clecat e la nomina di Giampaolo Botta a membro del Working Group Sea di Fiata (il più importante tavolo di lavoro a livello internazionale sui temi marittimi), l’attenzione alla formazione, con il primo corso per Esperto dei trasporti e dello shipping in ambito europeo e l’attenzione alla tecnologia con il progetto degli svincoli telematici inaugurati in questi giorni.

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