Battuta d’arresto per l’export ligure che, in controtendenza all’andamento nazionale, inverte la dinamica positiva che l’ha caratterizzata negli ultimi anni e segna un -4,2% nel 2015, passando da poco più di 7 miliardi  a 6,8 miliardi di euro: di questi 3,8 miliardi sono destinati verso Paesi Extra-Ue (il 56,1% del totale) con una contrazione del 12,6%, mentre verso l’area comunitaria l’export è aumentato del 9,2%. Lo rilevano i dati raccolti dall’Agenzia delle Dogane e diffusi da Unioncamere Liguria.

Nel corso dell’anno le esportazioni nazionali hanno registrato una crescita del 3,8%, diffusa a quasi tutte le aree territoriali, esclusa quella insulare; per il Nord-Ovest l’aumento è stato del 2,7%. Le regioni che hanno contribuito maggiormente a sostenere l’export nazionale sono state Piemonte (+7%), Veneto (+5,3%), Emilia Romagna (+4,4%), Lazio (+9,2%), Lombardia (+1,5) e Basilicata (+145,7%, grazie alle vendite di autoveicoli).

Tornando in Liguria, tra i settori trainanti e quantitativamente più significativi troviamo le attività manifatturiere, i cui prodotti rappresentano oltre il 90% dell’export, e che, rispetto al 2014, hanno registrato una contrazione del 4,9%. All’interno del comparto manifatturiero, buona la performance dei prodotti chimici (+6,7% l’export complessivo, +14,3% quello extra-Ue), dei prodotti alimentari (+9,9% l’export complessivo, -0,6% quello extra-Ue), e della metallurgia (+7,1% l’export complessivo, +6,1% quello extra-Ue). Per quanto concerne la dinamica dell’export ligure verso i mercati Ue, in aumento del 9,2%, al primo posto troviamo la Francia verso cui sono stati venduti prodotti per un controvalore di 717 milioni di euro (-1,1%, il 17% dei quali costituito dai prodotti chimici), e che rappresenta il 10% dell’export regionale; il secondo Paese europeo di destinazione è la Germania (+8%), con al primo posto la cessione di prodotti metallurgici come pure in Spagna (+16,6%). Tra i mercati extraeuropei, in calo del 12,6%, il volume maggiore di vendite è stato verso gli Stati Uniti (+43,4%), export sostenuto principalmente dalla vendita di prodotti chimici, e l’Algeria (-39,6%), il 39,4% costituito dall’esportazione di macchinari.

A livello provinciale, il capoluogo ligure ha rallentato nel 2015 il contributo alla crescita dell’export nazionale registrando una diminuzione dell’11,7%, in larga parte dovuta al settore manifatturiero (-12,2%): in particolare i macchinari (-21,2%) e mezzi di trasporto (-52,3%). Buona la performance per i prodotti alimentari (+16,7%) e la metallurgia (+6,8%). Cala l’export verso i Paesi extra-Ue (-19,2%), in particolare verso l’Algeria (-44,1%), secondo Paese nella graduatoria complessiva provinciale, verso cui il capoluogo ligure ha esportato principalmente macchinari; in crescita l’export verso gli Emirati Arabi (+131,3%) grazie alla vendita di macchinari e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e verso gli Stati Uniti (+29,7%). Le vendite verso l’area Europa aumentano del 6,2%: le prime tre destinazioni comunitarie risultano Germania (+8,4%), Francia (-2,7%) e Spagna (+21,2%).

Stabile l’export nell’estremo Ponente (-0,7%): la vendita di prodotti alimentari, che costituiscono il 26% delle esportazioni imperiesi, subisce un arresto del 2,5%, mentre crescono le esportazioni di prodotti agricoli (+10,8%). A livello di destinazione, restano stazionarie le vendite verso i Paesi comunitari (-0,1%): in Francia, primo Paese nella graduatoria imperiese, il valore dell’export è cresciuto del 2%. Seguono Germania (-3,2%) e Paesi Bassi (+18,3%). In calo l’export verso l’area extra-Ue (-2,4%), nonostante siano aumentate le vendite verso i primi tre mercati di sbocco: Cina (+16,4%) per vendite di medicinali, Svizzera (+4,4%) e Stati Uniti (+26,7%) per i prodotti alimentari.

In provincia di Savona l’export ha segnato un +10%: i prodotti chimici si confermano la voce principale dell’export provinciale, con un incremento pari al 7,4% e superando la quota di 770 milioni di euro (oltre il 50% destinati ai mercati extra europei con un incremento del 13,1% e dell’1,6% verso l’area comunitaria). Tra i Paesi dell’area comunitaria continua a salire l’export verso la Francia (+4,1%), la Germania (+2,4%) e verso la Spagna (+24,5%), il 31% del quale è costituito dalla vendita di prodotti chimici. Sul fronte extra-Ue l’export savonese è cresciuto del 7,8%: si registra una forte espansione verso gli Stati Uniti (+53,5%) e la Romania (oltre il 40% delle vendite è costituito da macchinari).

Infine la provincia della Spezia registra una crescita complessiva dell’export pari al 9,2%: in aumento le vendite sia verso i Paesi extraeuropei (+1,4%) sia verso quelli comunitari (+31,1%) fortemente influenzata dalla vendita di armi e munizioni, nonostante un calo del 3,4%. L’export spezzino extraeuropeo nel 2015 si è indirizzato particolarmente verso il Turkmenistan (+61,4%) quasi interamente per la vendita di armi, seguito dagli Stati Uniti (+80,3%) e Malta, grazie a una straordinaria commessa di navi e imbarcazioni. Sul fronte europeo Francia, Germania e Spagna detengono i primi posti, con la sola crescita dell’export verso il mercato tedesco (+53%) per la vendita di armi e munizioni.

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