Stefano Mai
Stefano Mai

Si è svolto oggi a Roma l’incontro tra l’assessore alla Pesca della Regione Liguria, Stefano Mai e il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Amendola, su richiesta dello stesso assessore, per fare presente in sede ministeriale “le pesanti ripercussioni che verrebbero a ricadere sulla flotta tirrenica e ligure, in particolare, a seguito della ratifica dell’accordo bilaterale Italia-Francia”. Si tratta del cosiddetto Trattato di Caen, non ancora ratificato dal parlamento italiano, ma in base al quale le autorità francesi, lo scorso gennaio, avevano disposto il sequestro del peschereccio Mina, davanti alla costa di Ventimiglia.

«Posso ritenermi moderatamente soddisfatto dell’esito dell’incontro di oggi − commenta a caldo l’assessore − Abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che la Zona economica esclusiva istituita dalla Francia non interdirà l’attività dei nostri pescatori che potranno continuare la pesca tradizionale ai grandi pelagici come il pesce spada. Ora però ci aspettiamo garanzie inequivocabili da parte del ministero perché i nostri pescatori possano continuare, in tutta tranquillità, a svolgere l’attività come fanno da un secolo e oltre a questa parte».

Rassicurazioni sono anche state espresse dal sottosegretario Amendola sull’assenza di giacimenti nei fondali marini interessati «escludendo pertanto che il mar Ligure potrà essere oggetto di trivellazioni, a cui siamo assolutamente contrari come Regione Liguria − spiega Mai − Ho comunque ribadito la posizione della Regione Liguria di totale contrarietà alla ratifica dell’accordo che, ritengo non sia per nulla vantaggioso per l’Italia e per la Liguria, e ho strappato l’impegno del governo a sedersi a un tavolo per ridiscutere i termini del trattato perché la fossa del cimitero dei gamberi resti alla Liguria. Per avere una risposta ufficiale sugli impegni verbali ottenuti oggi, nelle prossime ore invierò una lettera perché il ministero formalizzi la totale liceità della nostra pesca anche nella Zona economica esclusiva della Francia, in quanto, come spiegato dal sottosegretario, ricade in acque dell’Unione Europea e quindi dove l’attività dei nostri pescherecci è e continuerà a essere permessa». Per sensibilizzare il ministro agli Esteri Gentiloni, l’assessore Mai ha lasciato un “gambero rosso” come promemoria.

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