Chiusura di seduta in calo per la Borsa di Milano che segna Ftse Mib a 18.608,03 (-0,66) e Ftse Italia All-Share a 20.243,97 (-0,64). Piazza Affari ha sofferto, come gli altri listini europei, della ripresa dell’euro, che ha penalizzato i titoli di società votate all’export, dopo che la Federal Reserve nella riunione di mercoledì ha tagliato le stime sull’economia Usa, prevedendo rialzi nei tassi inferiori alle attese.

Deboli le banche, soprattutto Banco Popolare(-14,19% a 6,68 euro) e Bpm (-6,56%) che soffrono per il possibile fallimento delle ipotesi di fusione. La Bce avrebbe inviato ieri sera una lettera ai due istituti di credito con indicate le condizioni per concedere il via libera alla fusione. Il Banco Popolare accusa un calo maggiore perché considerato più esposto alle sofferenze rispetto a Bpm. Sono scesi anche Bper (-6,60%), Ubi (-3,50%),
Unicredit (-4,19%), Intesa (-2,78%) e Monte Paschi (-4,10%) e Carige, (-5,42%).

Il rialzo del prezzo del petrolio ha invece sostenuto tutti i titoli del comparto energetico, Snam (dopo l’approvazione dei conti e il via allo studio per
lo scorporo di Italgas) segna +2,88%, Eni +1,80%.

Scende Finmeccanica, che non distribuisce il dividendo. Deboli Stm (-2,19%) e Telecom (-1,94%).

In Europa, Cac 40 Parigi  scende a 4.442,89 (-0,45%), Dax  Francoforte a 9.892,20 (-0,91%), Londra registra  Ftse 100 +0,42.

Sul mercato dei cambi, il dollaro ha risentito delle previsioni della Fed ed è sceso a 1,1329 per un euro (1,1076 ieri) e a 111,26 yen (113,63). L’euro vale 126,01 yen (125,84).

Chiusura in forte rialzo per il prezzo del petrolio: il future aprile sul Wti guadagna il 3,69% a 39,88 dollari al barile.

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