Durissimo attacco di Vittorio Malacalza all’assemblea degli azionisti Carige, nei confronti dell’a.d. uscente Pier Luigi Montani, la cui assenza fa molto rumore ancora prima di iniziare la discussione. Malacalza Investimenti, il principale azionista, attraverso l’avvocato Vincenzo Mariconda, è stato a lungo applaudito dai presenti: «Grande soddisfazione per l’affluenza dei soci, rammarico per l’assenza dell’a.d., la numerosa presenza di soci è segno di attaccamento a banca. Nessuno può relegarli a mera fonte di capitalizzazione della società. L’azionariato ha fatto la sua parte, con un afflusso ingente di liquidità, tuttavia i risultati economici sono stati molto deludenti e inadeguati alla potenzialità della banca».

Carige, secondo Malacalza, ha licenziato il quarto bilancio in perdita consecutivo, «che non più essere imputabile a chi non guida la banca ormai da tre anni. La forza di Carige è il radicamento territoriale e il rapporto fiduciario con clienti e imprese. La gestione recente è stata carente sul fronte della cura assidua dell’impresa bancaria, sul rinnovo del rapporto fiduciario con la clientela, non c’è stato quell’apporto di esperienze, di idee e competenze di raccordo con la rete, bisogna dedicare rinnovata cura ai rapporti con la clientela, il rilancio dell’efficienza territoriale». Attese, secondo il principale azionista, risultate vane: «È mancato il rinnovamento dell’immagine della banca, è mancata un’attenta politica sulla riduzione dei costi. Occorre effettuare scelte di forte discontinuità. In tale direzione va la scelta dei candidati per il nuovo cda, nell’ottica di ridare una reale collegialità all’organo amministrativo».

Due sono gli episodi di “enorme gravità” citati dall’avvocato Mariconda, che hanno prodotto “sconcerto e inquietudine”: «La rettifica dei dati di bilancio dopo due settimane dalla loro approvazione e divulgazione, con la svalutazione dell’avviamento residuo che ha portato la perdita da 44,6 a 101,7 milioni». L’altro episodio che ha suscitato sconcerto e inquietudine è relativo alla proposta di Apollo pubblicata prima dal Messaggero e poi da altri organi di stampa, il fondo che, con l’acquisizione dei crediti in sofferenza, avrebbe così la maggioranza assoluta.

Malacalza contesta non il merito, ma la modalità di divulgazione della proposta, arrivata mercoledì 23 marzo e pubblicata dal Messaggero sabato 26 marzo, il che significherebbe che nella redazione del quotidiano sarebbe arrivata il 25, prima che il nuovo cda ne fosse a conoscenza. Mariconda ha escluso che la Bce possa essersi fatta promotrice dell’operazione Apollo e conclude che la fuga di notizie abbia avuto l’unico effetto di distrarre l’attenzione dall’obiettivo di Malacalza di rilanciare la banca.

 

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