Secondo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in provincia di Savona le slot machine sono quasi 2 mila e duecento. 550 solo nel Comune capoluogo, dove l’amministrazione sta provando a combatterne l’uso limitando l’orario per la loro accensione e imponendo divieti nei dintorni delle scuole.

Il giro di affari complessivo è di 22 milioni di euro al mese. Un numero da capogiro, da fare “invidia” alle altre province della Liguria. Se a Savona, in media, c’è una slot machine ogni 129 abitanti, a Imperia il dato scende a una ogni 134, a Genova ogni 191 e alla Spezia ogni 217.

Savona è regina del gioco d’azzardo persino nel panorama del più vasto Nord d’Italia e solo una piccolissima parte dei “malati di slot” si rende conto del problema, decidendo di provare a contrastarlo: sono una sessantina le persone in cura al Sert dell’Asl.

Il business foraggia diverse tasche: quelle del Monopolio di Stato, del noleggiatore e del barista. Si calcola che ogni macchinetta mangiasoldi, mensilmente, garantisca un profitto lordo di circa 2 mila e 500 euro. Al netto delle tasse da pagare ai Monopoli (il 12,8 per cento) e ai gestori della rete (l’1 per cento circa), ogni slot frutta mille euro al mese, che si spartiscono il titolare dell’attività e il noleggiatore. Questo significa che al mese ogni slot dà al barista che la ospita circa 500 euro.

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