Nel giorno del via alla sessantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, la kermesse canora si conferma gallina dalle uova d’oro per la città che la ospita. L’edizione che comincia oggi potrebbe essere da record, almeno rispetto agli ultimi anni. Secondo Igor Varnero (Federalberghi Sanremo) è tornato il segno più sul periodo della manifestazione: «Hotel col tutto esaurito o quasi. L’80% della clientela è composto da addetti ai lavori, come in una grande fiera. È presto per dire che la crisi sia finita, ma si comincia a vedere chiaramente una ripresa». Scorrendo i dati Istat sul turismo nello stesso periodo del 2015, si calcolavano un totale di 18.703 presenze durante la sola settimana del Festival. Rispetto alle settimane precedenti e successive, i numeri del turismo sanremese triplicano. Si può quindi facilmente ipotizzare un fatturato alberghiero addizionale di oltre un milione di euro per l’intera settimana.

A calcolare l’indotto del Festival ci hanno provato un po’ tutti. E non solo contando i 5,5 milioni di convenzione che ogni anno la Rai paga al Comune, proprietario legale del marchio Festival di Sanremo. Il tentativo più autorevole è quello del Sole 24 Ore: in un articolo apparso sullo speciale Nordovest del 2012, il quotidiano economico stimava un impatto di 4,6 milioni di euro. Un calcolo prudenziale e al ribasso che univa ai servizi alberghieri quelli di ristorazione, per un totale di 150/200 euro a persona.

Guadagnano anche i proprietari delle case in affitto: secondo un’analisi dell’associazione Sanremo Sostenibile la città conta 41 mila unità immobiliari su 55 mila abitanti. Di queste 12 mila sarebbero occupate saltuariamente come seconde case, mentre alcune centinaia sono presenti sugli annunci turistici dei portali di settore. Affari per i ristoratori che strappano contratti alle major e si trasformano in mensa per cantanti, produttori, tecnici. Poi ci sono i negozi, parrucchieri, la sterminata categoria dei servizi.

Guadagnano in tanti. Casinò: lo scorso anno la casa da gioco ha fatturato 1,6 milioni durante la settimana del Festival, 400 mila euro in più rispetto al 2014. Su un fatturato annuo di 45 milioni, la media settimanale sarebbe pari a circa la metà. Floricoltura: il comparto ha procurato i fiori e i commercianti hanno risposto all’appello addobbando 400 vetrine. Addobbi floreali per il Casinò e le sale stampa a cura di fioristi locali, mentre i bouquet sul palco sono offerti dall’Associazione Nazionale Fiori e Piante. Portosole, il marina privato gestito dal gruppo Cozzi Parodi, ha deciso di fare la sua parte: suo il “Festival dello Street Food”, con una ventina di cucine itineranti che sfornano golosi spuntini per tutta la settimana festivaliera.

Infine, guadagna anche l’immagine della città, che proprio grazie al richiamo del Festival riempie gli alberghi anche in estate. Lo sa bene il Comune, che proprio ieri ha voluto inaugurare i lavori di restauro del forte di Santa Tecla, sul porto vecchio. Il taglio del nastro, neanche a dirlo, mentre in città passeggiavano i 1.335 giornalisti (più telecamere e fotografi) accreditati alla kermesse canora. Il forte genovese settecentesco, ex carcere cittadino, sarà uno spazio polifunzionale sotto l’egida del Polo Museale della Liguria.

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