«Non voglio dire che siamo stati bravi perché siamo solo a metà del percorso, sarò soddisfatto solo quando si taglierà il nastro di fine cantiere». Così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nella sua mattinata genovese di visita ai cantieri del Bisagno e del Fereggiano. Per Galletti la struttura di missione Italia Sicura è un grande lavoro di squadra dopo che per decenni il Paese ha accumulato un gap di manutenzione pesante.

Dopo aver assistito alla presentazione della Fondazione Cima nella sede del Municipio Bassa Val Bisagno, in cui si è capito quanti rischi in meno ci sarebbero per popolazione ed edifici con le due opere in fase di realizzazione, Galletti si è trasferito in autobus insieme a staff e giornalisti (per l’occasione è tornato a percorrere le strade cittadine un bus storico degli anni Settanta) sui due cantieri.

«Oggi sono venuto a rendermi conto di persona di come stanno procedendo i lavori, una dimostrazione di come si può investire con criteri razionali, il futuro prossimo ci deve spingere a intensificare il lavoro, visto che stiamo cominciando a vedere gli effetti dei cambiamenti climatici. L’obiettivo è evitare nuove tragedie».

Galletti è conscio che gli effetti di questi stanziamenti si vedranno solo tra parecchi anni: «Ma se non si parte non si arriverà mai. Abbiamo investito molto su Genova perché è una delle zone dove c’è maggior rischio».

«Il ministro diceva che sarà soddisfatto quando verrà a inaugurare le opere, io posso dire che lo sarò quando potrò camminare, vedere la pioggia che cade ed essere tranquillo», dice il sindaco di Genova Marco Doria, che ha ricordato come in città ci siano 50 km di rivi tombati.

Si è parlato anche dello scolmatore del Bisagno, opera che ridurrebbe ulteriormente i rischi per la città: «I finanziamenti esistono, attendiamo il progetto per poi preparare il bando di gara, i tempi dipendono dal commissario straordinario che è il presidente della Regione Giovanni Toti».

Per Doria non c’è mai stata una tale quantità di denaro per la sicurezza del territorio: «Italia Sicura è una delle cose maggiormente positive fatte dal governo. I cantieri ci sono, impattano sulla città e nel frattempo siamo costretti a convivere col rischio, trovo assurde le posizioni di chi cerca di frenare un lavoro che mette in sicurezza la città per interessi particolarissimi».

«Per una volta mi sembra che ci sia assoluta concordia tra tutte le forze politiche – aggiunge Giovanni Toti – questo è un bene, perché erano opere che non potevano più aspettare. Il rispetto dei tempi in questo caso è fondamentale, in questo caso il governo è stato di parola anche sulla puntualità dei fondi».

Toti ha anche spiegato che è in corso l’ultimazione della gara per l’appalto del lotto che riguarderà la stazione Brignole.

Per il responsabile di Italia sicura Mauro Grassi «L’impressione è di essere di fronte a un’Italia che funziona perché ci sono stati quattro eventi congiunti: un impegno forte del governo per risolvere i problemi di dissesto idrogeologico, poi la realizzazione di un piano per le Città metropolitane non era mica facile, perché i piani “vengono bene” se si tratta di dare fondi a pioggia, in questo caso si è deciso di darli a Genova perché non era difficile capire la motivazione, inoltre la realtà locale aveva già disponibili progetti seri e ben fatti. Oggi raccogliamo frutti di questo lavoro».

Qui il videoservizio: http://youtu.be/TwHB_MVHdPQ

 

 

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