Un consiglio regionale ad hoc per garantire la continuità lavorativa ai 39 addetti della Fiera di Genova e un vertice fra Regione, Comune e soci della spa il 4 marzo prossimo, sul futuro dell’azienda. Sono i risultati raggiunti durante un incontro avvenuto prima dell’avvio della seduta a cui hanno partecipato l’ufficio di presidenza del consiglio regionale, i capigruppo e i rappresentanti dei lavoratori della società; l’assessore al Lavoro Gianni Berrino ha garantito la propria presenza all’incontro che il Comune di Genova dovrebbe convocare il 4 marzo prossimo.

I rappresentanti  sindacali (Riccardo Serri e Fabio Servidei della Uil, Maurizio Fiore della Filcams Cgil e Marco Granara della Cisl) hanno evidenziato che i 39 dipendenti della Fiera il 7 aprile prossimo verranno licenziati. Hanno chiesto alla Regione, che detiene il 26% delle quote della spa, un intervento per ricollocare tutti i lavoratori. I sindacalisti hanno anche posto il problema sul futuro utilizzo delle aree oggi occupate dalla società.

L’ordine del giorno (primo firmatario Gianni Pastorino di Rete a Sinistra) è stato approvato all’unanimità.

Alice Salvatore del Movimento Cinque Stelle ha chiesto alla giunta di intervenire coprendo il deficit di 11 milioni di euro della società e suggerito la presentazione di un concorso internazionale di progetti per il rilancio turistico e occupazionale  dell’area.

Lilli Lauro (Lista Toti Liguria) ha ricordato che Comune e Città metropolitana di Genova possiedono insieme il 54% delle quote della Fiera sottolineando, quindi, il ruolo fondamentale che deve assumere il sindaco Doria, che è anche presidente della città metropolitana, nel convocare un tavolo di concertazione per affrontare i problemi occupazionali e finanziari della società.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha rilevato l’urgenza di trovare una soluzione in tempi rapidi alle emergenze occupazionali e ha chiesto all’assessore Berrino di subordinare il licenziamento alla ricollocazione  degli addetti.

Sergio Rossetti (Pd) ha chiesto all’assessore di farsi carico di garantire in tempi rapidi il confronto con i sindacati e di sostenere la convocazione del tavolo con tutti gli azionisti che, dopo Comune, Città metropolitana e Regione, sono Camera di commercio di Genova e l’Autorità portuale.

«Negli anni, su questa vicenda, la politica regionale e comunale hanno dato il peggio di sé – sottolinea Pastorino – la Fiera avrebbe potuto esprimere potenzialità straordinarie, attraverso un uso intelligente delle iniziative e del fonte-mare. Un grande propulsore per il brand Liguria, messo in scacco dai veti incrociati e dalla mancanza di coordinamento fra i 5 soci dell’Ente, Regione, Comune di Genova, Città Metropolitana, Camera di Commercio e autorità portuale».

Ora si tratta di salvare i 39 lavoratori. «Per questo abbiamo inserito nell’ordine del giorno una disposizione per andare oltre i termini previsti dalla legge 223/91, bypassando quindi la scadenza del prossimo 7 aprile».

 

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