Al via la dismissione delle aree militari dell’Isola Palmaria per recuperare e rendere più fruibili immobili che oggi sono di proprietà del Ministero della DifesaMarina Militare e che verranno passati al Comune di Porto Venere. È questo uno dei punti cardine del protocollo d’intesa tra Regione Liguria, Demanio, Comune di Portovenere e Marina Militare che verrà siglato prossimamente per la valorizzazione e la piena fruizione dell’isola, dal 1997 inserita tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’Unesco. Lo hanno reso noto gli assessori regionali all’Urbanistica Marco Scajola e all’Ambiente Giacomo Giampedrone dopo l’approvazione in giunta del protocollo.

«Al più presto – spiega Scajola – avverrà la sottoscrizione del protocollo alla presenza dei massimi vertici della Marina Militare, del Demanio regionale e del Comune di Porto Venere. Si tratta di un momento storico per la realtà ligure in quanto, per la prima volta, la Marina Militare ha acconsentito al passaggio di un patrimonio così consistente, costituito da circa un centinaio di immobili tra fabbricati e terreni sull’Isola Palmaria, al Comune di Porto Venere, che avverrà attraverso l’Agenzia del Demanio. A questi vanno aggiunti altri beni che rimarranno nella disponibilità della Forza Armata, ma che saranno comunque oggetto di interventi di innovazione e di manutenzione straordinaria».

«Grazie alla sensibilità del ministero e della Marina Militare –  aggiunge Giampedrone – è stato dato un grande impulso all’avvio di questo protocollo che ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione di un territorio di grande pregio turistico all’interno di un’area, tra la Toscana e le Cinque Terre di estremo pregio. Il progetto dovrà essere ben calibrato, ma contiamo anche sulla collaborazione del Comune di Portovenere con il quale portare al top della fama l’area».

Tra i beni di maggior pregio, il Forte Cavour, attualmente in stato di abbandono, costruzione di carattere militare e di forte interesse storico, la ex Batteria Sperimentale e il complesso di Villa Smith che, adeguatamente riqualificati, potranno contribuire a uno sviluppo del territorio sostenibile anche dal punto di vista economico, sociale, paesaggistico e ambientale. I beni immobili di cui tratta il Protocollo saranno trasferiti in parte al patrimonio del Comune di Porto Venere, tramite l’Agenzia del Demanio, e in parte rimarranno nella disponibilità della Marina Militare e saranno oggetto di recupero attraverso programmi di sviluppo sostenibili.

«Dopo la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa – conclude Scajola – verrà avviato il percorso attuativo e si partirà con uno studio di fattibilità tecnico-economica con il supporto di Filse per valutare la condizione degli immobili, il loro recupero e la necessaria riqualificazione, facendo ricorso a fondi europei e ad iniziative di project financing».

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