Si estende l’influenza delle mafie nell’agricoltura, con un impatto economico di 16 miliardi. Lo evidenzia il quarto Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura. In Italia sono 26.200 i terreni nelle mani di persone condannate in via definitiva per reati che riguardano, tra l’altro, l’associazione a delinquere di stampo mafioso e la contraffazione.
È forte la presenza nel Mezzogiorno, ma si sente anche al Centro, in particolare in Abruzzo e Umbria, in alcune zone delle Marche, nel Grossetano e nel Lazio, per lo più a Latina e Frosinone. Al Nord il fenomeno è più evidente in Piemonte, nel nord della Lombardia, in provincia di Venezia e in Romagna lungo la Via Emilia. In Liguria, il fenomeno è quasi assente, secondo l’associazione di categoria regionale. 
«Numeri preoccupanti quelli del fatturato della agromafie − dichiara il ministro della Giustizia Andrea Orlando − l’anno scorso in questa sede assumemmo l’impegno di avviare il lavoro per innovare la normativa su questo fronte: ci stiamo confrontando con gli stakeholder per le ultime limature e poi proporrò un ddl complessivo con il ministro Martina per rafforzare gli strumenti di contrasto in questo senso, intrecciandola ad un’altra normativa che è quella per il contrasto al caporalato, perché laddove c’è mafia c’è contraffazione e anche sfruttamento del lavoro».

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