Più risorse alle scuole paritarie in Liguria per garantire la libera scelta educativa. Il consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore, (maggioranza di centro destra) 7 contrari (M5S e Pastorino) e 8 astenuti (Pd) una mozione presentata da Claudio Muzio (FI) e sottoscritta anche dal collega di gruppo Angelo Vaccarezza sulle scuole paritarie e la libera scelta educativa.

La mozione impegna il presidente e la giunta regionale a rifinanziare la legge regionale 15/2006 in modo adeguato affinché la libertà di scelta educativa posso essere esercitata da ogni famiglia, con particolare attenzione a quelle meno abbienti. Secondo i proponenti, la giunta dovrebbe inoltre promuovere e sostenere la collaborazione attiva tra scuole paritarie ed enti locali, soprattutto nei contesti in cui le scuole paritarie svolgono un ruolo sussidiario rispetto alla scuola pubblica. Andrebbe poi intrapresa un’incisiva azione nei confronti dello Stato per raggiungere la piena applicazione della Legge 62 del 2000, sul piano economico per una vera parità scolastica, incrementando le risorse statali destinate alle scuole paritarie e promuovendo lo snellimento delle procedure per assicurare alle scuole stesse la certezza e la tempestività dei finanziamenti, e per consentire anche alle scuole paritarie l’accesso ai benefici ed alle opportunità previste dalla legge 107/15.

Claudio Muzio ha ricordato, in aula, che la Costituzione italiana sancisce la libertà di scelta educativa e stabilisce e riconosce alla famiglia il pieno diritto di poter liberamente scegliere per i propri figli un’istruzione e un’educazione conforme ai propri convincimenti etici che garantisca obiettivi educativi e professionali rispondenti alle proprie attese.

«Occorre prendere atto – ha detto Muzio – che le scuole paritarie svolgono un ruolo sussidiario rispetto all’offerta formativa pubblica e che la loro esistenza e la loro funzione sono vitali per assicurare il pluralismo delle attività formative ed educative previsto dalla Costituzione italiana». Il consigliere ha sottolineato che, a partire dall’anno scolastico 2009/2010, si è assistito a una progressiva riduzione dei contributi economici a favore della scuola paritaria e tale riduzione investe sia la scuola dell’infanzia, sia le scuole primarie e secondarie superiori, incidendo pesantemente, quindi, sulla reale libertà delle famiglie di accedervi in assenza di un effettivo supporto e sostegno economico.

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