Pendolaria 2015: in Liguria tagli al servizio ferroviario del 13,8%, costo del biglietto aumentato del 41%

I tagli al servizio ferroviario regionale in Liguria dal 2010 sono stati pari al 13,8%, quarta regione in Italia dopo Calabria (26,4%), Basilicata (18,9%) e Campania (15,1%). Il costo dei biglietti però è aumentato del 41%, con la Liguria seconda solo al Piemonte.
Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto Pendolaria 2015 di Legambiente.
Il contratto di servizio di Trenitalia per la Liguria ammonta a 85,77 milioni. Non ci sono altri concorrenti.
La spesa della Regione Liguria per il servizio ferroviario pendolare 2014 è stata di 13,8 milioni di euro e di 2,6 milioni per il materiale rotabile. Lo 0,33% del bilancio regionale che vale il settimo posto in Italia. La Lombardia per esempio ha destinato lo 0,64%, pari a 153 milioni (nessuno stanziamento per il materiale rotabile).
Giornalmente in Liguria circolano 264 treni regionali targati Trenitalia. La tratta Genova Nervi-Genova Voltri è al ventesimo posto in Italia per numero di passeggeri trasportati al giorno: 25 mila. In tutto in Liguria viaggiano 94 mila persone al giorno, di cui 19 mila abbonati su una rete estesa 575 km. L’utenza che si muove su altri mezzi pubblici nelle aree urbane di Genova è di 15,7 milioni all’anno sulla metropolitana e ben 138,8 milioni sui bus.
Il parco rotabile è di 68 treni, di cui 15 ad alta frequentazione e 53 a media percorrenza. L’età media è di 19,5 anni e il 42,2% ha più di 20 anni. La Liguria ha investito nel corso degli anni 153 milioni tra il 2005 e il 2014 per servizi aggiuntivi (126 milioni) e materiale rotabile (27,5 milioni), 9,69 euro ad abitante all’anno contro i 13,87 della Lombardia o gli 11,1 della Toscana.
Guardando la panoramica delle spese regionali aggiuntive per servizi ferroviari per anno, nel periodo dal 2005 al 2015, si nota come la Liguria ha trascorso anni investendo praticamente nulla: niente nel 2005 e nel 2006, 1,5 milioni nel 2007 e nel 2008, tra i 5 e i 7 milioni dal 2009 al 2011, 77,9 milioni nel 2012.
Legambiente attacca le Regioni per aver impiegato risorse altrove, invece che dirottarle sul trasporto ferroviario: si contestano le spese di rappresentanza a Roma (500 mila euro all’anno) e quelle per gli interventi promozionali per il commercio e a tutela dei consumatori (1,6 milioni).
La Liguria inoltre, dal 2003 al 2005 ha investito sulle infrastrutture stradali il 92,4% del totale dei finanziamenti per le infrastrutture: 46,11 milioni contro i 3,69 per le ferrovie, superata solo da Molise e Sicilia.
Per quanto riguarda le penali per i disservizi nel 2014, i 730 mila euro sono stati destinati al prolungamento dei servizi
ferroviari nelle 5 Terre all’abbattimento del costo del rinnovo degli abbonamenti mensili e annuali quale risarcimento per i
disservizi subiti dai pendolari. Tra il 2001 e il 2014 in tutto sono stati 9,11 i milioni di penale per Trenitalia.
Legambiente auspica che, nonostante dal 2001 sia stata trasferita alle Regioni la competenza sul servizio di trasporto ferroviario locale, il governo controlli lo stato del servizio e accompagni il passaggio alle gare, favorendo accordi tra le Regioni e cita la linea tirrenica tra Toscana e Liguria come uno degli esempi su cui si potrebbero realizzare investimenti condivisi.
Per approfondire: pendolaria 2015

 

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