Tramutare in progetti almeno il 5% dei mugugni. Ci scherza sopra Laura Canale, amministratore di Officine del Levante, ma l’obiettivo, ambizioso, della neonata cooperativa di comunità del Levante ligure è concreto: progettare e sviluppare attività che possano contribuire a risolvere i principali problemi di un territorio che comprende Levanto, le Cinque Terre, Framura, Bonassola, fino alle baie di Sestri Levante. Un territorio tanto bello quanto fragile, ma soprattutto da preservare, contribuendo allo sviluppo occupazionale e turistico della zona, promuovendo l’enogastronomia locale con un’agricoltura sana e di qualità, istituendo servizi innovativi per turismo e cultura, garantendo una migliore qualità di vita dei residenti.

«Si tratta di Comuni che hanno perso lo spirito di comunità, un po’ per un turismo sempre più sfrenato, un po’ per la forte frammentazione che li contraddistingue – afferma Canale – insomma, ognuno pensa per sé. La cooperativa, pur essendo un’impresa, è dedicata al 100% all’intera comunità». Alla base, ci sono i cittadini e le loro competenze professionali e personali: cittadini attivi che, provenendo da diversi ambiti lavorativi, hanno deciso di riunirsi e di mettere a frutto le proprie capacità per il territorio in cui vivono. Ci sono agronomi, ingegneri, professionisti del settore turistico e ricettivo, fisioterapisti, architetti, neolaureati: «Anche qualche giovane per fortuna – commenta Canale – ma è sempre più difficile trovarli: tanti ragazzi promettenti “scappano” per andare a studiare o lavorare in altre regioni». In totale, per ora, la Cooperativa conta 25 soci: «Ma contiamo, entro un mese circa, prima della riunione dell’assemblea, di arrivare a 35-40 persone fisiche. Con l’adesione anche di soggetti giuridici, puntiamo a raggiungere le 300 unità».

Entro l’assemblea dei soci sarà calendarizzato anche il programma di incontri territoriali, per affrontare insieme ai cittadini i progetti che le Officine del Levante punta a realizzare. Circa una ventina quelli che si punta a trasformare in realtà: «Progetti che devono già essere pronti al momento dell’apertura dei bandi», precisa Canale, una vita trascorsa in Regione Liguria a lavorare proprio su bandi e progetti europei, in qualità di dirigente nel settore delle politiche comunitarie.

Tra le azioni in programma, quelle riguardanti lo sviluppo rurale, come la filiera di prodotto e il recupero delle terre incolte. Dal punto di vista ricettivo, la cooperativa vorrebbe puntare su un turismo di tipo esperienziale: «Ci piacerebbe accogliere i visitatori facendo capire loro la storia e il valore del territorio che stanno  scoprendo – spiega – Ci sono tante persone che hanno storie da raccontare: sarebbe bello trasmetterle agli altri. In questi paesi si fa ancora un turismo “antico”, poco innovativo e tecnologico e, anche in questo campo, c’è davvero poco spirito comune». Percorso più lungo, ma che non si vuole abbandonare, è quello che riguarda l’efficientamento energetico.

Dall’altra parte, qualcosa di concreto è già in ballo, come spiega Canale: «È stato presentato il progetto per il recupero della cava di marmo, in cui realizzare un impianto sportivo polivalente con palestra, pista di mountain bike e un palco per fioretto: stiamo aspettando la valutazione da parte del Comune di Levanto».

Di certo, i Comuni non entreranno a far parte della cooperativa: «Siamo contrari al fatto che le amministrazioni pubbliche facciano anche impresa – commenta Canale – Ma attraverso il patto di sussidiarietà si aprono possibilità di collaborazione».

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