Sono sempre di più i lavori assegnati attraverso il sistema dell’appalto pubblico. Coinvolti edilizia, trasporti, servizi di pubblica utilità, energia, acqua e gas. Vista la nuova legge nazionale sugli appalti, la Uil Liguria ritiene che sia necessaria una normativa regionale a garanzia dei lavoratori. Il sindacato chiede anche di poter partecipare ai tavoli preparatori dei bandi e di effettuare il monitoraggio dopo l’assegnazione.

Il sistema degli appalti, secondo la Uil ligure, deve essere uno strumento che, oltre a contrastare la concorrenza sleale, la corruzione, la turbativa d’asta e le infiltrazioni mafiose, deve garantire opportunità di sviluppo, posti di lavoro e creare nuova occupazione.

«Mantenimento della clausola sociale, dei diritti e delle condizioni retributive di provenienza in caso di cambio dell’affidatario. Sono queste le nostre richieste principali – dice Alba Lizzambri, segretario confederale Uil Genova e Liguria – teniamo conto che il governo dovrà recepire tre leggi comunitarie sul tema entro il 18 aprile altrimenti si andrà in infrazione, quindi dovrà emettere il decreto o i decreti attuativi ed entro il 31 luglio dovrà rifare testo unico sugli appalti. Si determinano regole nuove e chiediamo di definirle, il Comune di Genova si è già detto disponibile a parlarne, ma secondo noi la dimensione minima deve essere quella regionale».

«Negli appalti il costo del lavoro incide dal 50 al 90% dell’importo totale – spiega Fabio Servidei, segretario confederale Uil Genova e Liguria – spesso le cifre di partenza non tengono conto delle applicazioni contrattuali, per questo chiediamo di partecipare alla preparazione dei bandi, affrontando a monte i problemi. Il fatto che si debba attendere anni di trafila giudiziaria in caso di problemi delle ditte subappaltatrici per esempio, va superato».

Roberto Gulli, segretario regionale Uiltrasporti, sottolinea che si tratta di una legge che riguarda circa settemila lavoratori nel settore che rappresenta: «Il massimo ribasso è stato il male: meno ore di lavoro oppure situazioni-limite con persone impegnate solo 10 ore al mese pur di mantenere il posto. Contestiamo il fatto che nel caso l’appalto sia bandito da un ente pubblico, a differenza di quanto accade per i privati, esso non è responsabile in solido come committente. Per fortuna qualcosa si sta muovendo, con maggiori garanzie sulle clausole sociali anche il lavoratore rende il doppio».

L’utilizzo di un minor numero di lavoratori può avere anche conseguenze gravi per l’utilizzatore finale: «Pensiamo alla ristorazione, che solo in ambito metropolitano genovese impiega tremila persone – afferma Cristina D’Ambrosio della segreteria regionale Uiltucs Liguria – cosa potrebbe succedere a persone con allergie o intolleranze se una persona è costretta a svolgere da sola il lavoro che dovrebbero fare in due? Il rischio di contaminazione sarebbe sicuramente più alto». Questo aspetto è solo una faccia della medaglia, dall’altra c’è il Jobs Act che, a detta di tutti i sindacati, ha svuotato i contratti collettivi di lavoro di norme basilari come lo statuto dei lavoratori: «Non è un caso che non si riescano più a rinnovare», aggiunge Fabio Servidei, segretario confederale Uil Genova e Liguria. Proprio per questi motivi il settore della ristorazione ha proclamato uno sciopero unitario per il 5 febbraio.

Roberto Botto, segretario regionale della Feneal Uil Liguria rincara la dose: «Nell’edilizia con il massimo ribasso abbiamo toccato il fondo: nessuna sicurezza, lavoro nero, imprese che, grazie alla dematerializzazione del Durc, non hanno nessun dipendente in regola o che non applicano il contratto sull’edilizia. Il rischio però è che il nuovo sistema dell’offerta vantaggiosa si tramuti in un massimo ribasso camuffato: basta dare un peso all’offerta economica del 60% e siamo di nuovo daccapo».

Edoardo Pastorino, della segreteria regionale Uiltec Liguria, rivela che tanti enti locali stanno rinviando la pubblicazione di appalti proprio perché non c’è sicurezza sulle nuove regole: «Speriamo che sia la Regione a condurre la partita, il rischio è che magari chi ha 20 o 30 anni di attività alle spalle debba ripartire da zero».

«Il governo ha fretta – dice Lella Trotta, segretario confederale Uil Genova e Liguria – ieri, 27 gennaio, ci è arrivata la richiesta di consultazione online da Roma, la scadenza è il 31 gennaio, sembra quasi un atto di facciata, anche perché tra le domande a cui ci è stato chiesto di rispondere c’è quella sull’ordine di presentazione degli articoli…».

 

 

 

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