Innalzare la qualità e l’efficacia dell’istruzione, ridurre i tassi di abbandono scolastico, implementare le azioni volte a potenziare le attività di orientamento, la diffusione della cultura del lavoro, il raccordo con il mondo delle imprese e delle professioni e accrescere l’apprendimento basato sul lavoro negli istituti di istruzione secondaria superiore di secondo grado, oltre a promuovere lo sviluppo del processo di internazionalizzazione della scuola ligure.

Sono questi gli obiettivi dell’accordo quadro firmato questa mattina tra Gnv e il ministero dell’Istruzione, università e ricerca, attraverso l’ufficio scolastico regionale per la Liguria. Si tratta di un’attività di collaborazione finalizzata alla realizzazione di esperienze di apprendimento basato sul lavoro (work-based learning), rivolta gli studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della Liguria. Hanno firmato per Gnv Alessandro Ferrari, responsabile delle Risorse umane, e per il Miur Rosaria Pagano, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria.

L’attuazione di questi obiettivi, fa sapere l’azienda, verrà stimolata attraverso lo sviluppo di forme di apprendimento basato sul lavoro da attuarsi in varie modalità, quali percorsi di alternanza scuola-lavoro, stage, visite aziendali, osservazione attiva; la realizzazione di iniziative dirette all’orientamento dei giovani al lavoro nel settore marittimo portuale; l’organizzazione di azioni di formazione e aggiornamento finalizzato alla crescita professionale di tutor aziendali e scolastici, favorendo l’incontro tra le due componenti attraverso occasioni di scambio e di reciproca conoscenza, anche attraverso stage riservati.

Nell’ambito di questo accordo verrà organizzato un gruppo di lavoro permanente composto da rappresentanti per ciascuna parte, che consentirà di definire, programmare, gestire e rendicontare le attività.

Sono 10 anni che Grandi Navi Veloci ha avviato un rapporto con l’Accademia della Marina mercantile nella cornice del sistema duale scuola-lavoro. Inoltre, dal 2011, l’Accademia della Marina mercantile è centro di formazione permanente per Gnv e ogni anno circa 24 allievi ufficiali dell’Accademia vengono assunti a bordo per 12 mesi. Allo scadere dei 12 mesi, raggiunto il livello di terzo ufficiale di coperta o macchina, l’azienda ne assorbe generalmente circa il 50%.

«Tutto nasce da un’intuizione legata alla carenza di lavoratori marittimi – racconta Ferrari – soprattutto a inizio carriera, da qui la sinergia con l’Accademia della Marina mercantile, per far crescere i ragazzi con una formazione meramente scolastica. Successivamente abbiamo anche offerto il nostro know-how, con i nostri dipendenti in aula con i ragazzi».

Gli effetti di una stretta collaborazione con le scuole (Nautico, Bergese, Montale, ma anche il Klee) favoriscono quel ricambio generazionale di cui tanto si parla, ma che spesso rimane solo sulla carta anche per colpa delle stesse aziende. Grandi Navi Veloci svolge l’alternanza scuola-lavoro dal 2003 e negli anni ha avviato alcune convenzioni con le scuole superiori del territorio ligure, attivando stage di 15 giorni (120 ore a bordo, 80 a terra) rivolti agli studenti degli istituti convenzionati, e interventi formativi presso le classi quarte sull’orientamento al mare e la cultura marittima.

«Tra Genova e Palermo – puntualizza Ferrari, abbiamo 250 amministrativi e 800-900 marittimi, nel capoluogo ligure siamo 180 tra uffici e porto. Ci siamo detti, perché non aprirci alla città? È un dovere, anche se a volte non c’è stata collaborazione: per fare un corso di management per alcuni colleghi sono dovuto andare a Milano. Le scuole però hanno cominciato a rispondere e, pur essendo consapevoli che non possiamo offrire grosse opportunità in termini di offerte di lavoro, abbiamo messo a disposizione la possibilità di fare esperienza, dando ai ragazzi la possibilità di capire se sono tagliati per un certo mestiere. Certo occorre avere interlocutori illuminati e voglia di mettere a disposizione competenze per formare professionalità, ma è uno sforzo che vale la pena fare».

 

 

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