«Siamo stato abbordati nelle nostre acque territoriali. Sequestro della barca e sequestro di persona. Non abbiamo rubato niente e non so perché ci troviamo qua». Lo ripete fino allo sfinimento Ciro Lobasso, comandante del peschereccio Mina della flotta di Sanremo. Risponde alle telefonate dei giornalisti ma da ieri sera non si muove dal porto di Nizza, dove è arrivato scortato dalla motovedetta della Gendarmerie. Con lui era a bordo l’equipaggio formato da altri due marinai. Cinque invece i gendarmi: «Ci hanno avvicinati sul confine, i nostri punti dicono che eravamo in acque territoriali italiane. Li ho fatti salire ugualmente perché non avevo niente da nascondere. Loro hanno stabilito che il punto era sbagliato, che eravamo in Francia. Ne è seguita una discussione difficile a causa della lingua. Ora attendiamo un processo per direttissima che potrebbe tenersi da un momento all’altro, ma non ci dicono nulla».

Crea più di un imbarazzo la storia del peschereccio Mina. La flotta sanremese, dodici imbarcazioni d’altura attive, è specializzata nella cattura a strascico del prelibato gambero rosso di Sanremo, eccellenza che quest’estate ha ricevuto il marchio De.Co. Si vende a circa 40 euro al chilo direttamente dalla barca. La sera, al rientro dei pescherecci, gli estimatori affollano la banchina sul porto vecchio. Ma in pescheria o al ristorante il prezzo lievita. Anche perché è difficile trovarli, i gamberi: «Qui veniamo solo d’inverno – continua a spiegare da Nizza il comandante Lobasso – ci sono vari canyon che cominciano proprio sul confine e proseguono verso l’Italia. In mare è difficile, qualche manovra può andare storta, ma non questa. Non venivo qui da otto mesi, non ho fatto nemmeno in tempo a pescare».

Lobasso è libero ma non vuole lasciare il peschereccio a Nizza. Il processo è atteso nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Il pescatore rischia una multa salatissima.

Nessun commento ufficiale arriva dalla Capitaneria né da Legapesca Liguria: «È in corso la valutazione delle tracce per determinare se c’è stato uno sconfinamento», fa sapere il maresciallo in servizio a Sanremo. Il comandante del circondario marittimo, tenente Pier Paolo Danieli, è in riunione e lo rimarrà fino a tarda giornata. Anche Legapesca, che ben conosce la situazione del confine, rimane cauta: «Non rilasciamo interviste finché non sarà chiarito il percorso della barca».

Ma la questione è nota. Al momento del conferimento del marchio De.Co, proprio Legapesca aveva riferito sulle manovre di inserimento nel canyon (italiano) con reti parzialmente calate. Il rischio è di sconfinare, per pochi metri, proprio durante la manovra. Si parlava di una possibile deroga, trattative portate avanti anche con il Gac Il Mare delle Alpi e l’Università di Genova. Resta da capire il motivo dell’accanimento francese, dato che di flotte di pesca d’interesse economico non se ne trovano fino a Marsiglia. «Se c’è invece una discrepanza nelle carte nautiche, che la risolvano» – si dispera il comandante Ciro Lobasso, che non se ne andrà da Nizza senza portare indietro il suo peschereccio.

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