«In questi sei mesi non abbiamo dormito: credo che abbiamo fatto più cose noi di quanto sia stato fatto negli ultimi dieci anni di governo in questa regione». Esordisce così Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, davanti al microfono di Liguria Business Journal per tirare le somme di questo 2015 e guardare al futuro, ai “buoni propositi” del 2016.

Quello che chiude i primi sei mesi di lavoro della giunta è un bilancio positivo, secondo il governatore. Un bilancio che passa soprattutto per la riorganizzazione della Protezione civile e per la legge sulla raccolta differenziata. Ma non solo: «Abbiamo cambiato le leggi sul commercio e varato il Growth Act – spiega – Abbiamo fatto moltissimo, ma è solo il primo passo».

Un lavoro di “espansione”, come lo definisce Toti, che deve però fare i conti «con una rincorsa dell’antipolitica che ci costringe a lavorare in modo disomogeneo, con i tagli alle Regioni, con una legge di riforma delle Province che sembra fatta da uno sprovveduto che non conosceva il nostro Paese e che ha cancellato un ente ma non le sue competenze». E nonostante tutto per il governatore la giunta ha fatto bene: «Una squadra giovane e compatta, che lavora con affiatamento al di là dei vincoli dei singoli partiti».

Il 2016 è alle porte e i liguri devono aspettarsi un anno di grandi riforme: «In primis quella della sanità – afferma Toti – e la revisione del piano organico dei rifiuti per rendere finalmente autosufficiente la regione in un campo così sensibile». E per «scrostare le sedimentazioni che tengono la Liguria inchiodata al passato e lanciare la regione verso il futuro» serviranno anche i rapporti con Lombardia e Piemonte. Rapporti che vanno al di là del quadro politico o dell’affinità ideologica tra le Regioni: «Crediamo che la macroarea del Nordovest possa crescere in sinergia, mettendo a disposizione i grandi porti della Liguria, le imprese della Lombardia, i confini francesi del Piemonte in un sistema che, secondo noi, può essere tra i più competitivi d’Europa. Se solo ci si lavora».

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