«È certo più facile e comodo effettuare una verifica presso un locale commerciale con sede fissa piuttosto che impegnare le forze per contrastare il fenomeno dilagante dell’abusivismo e della contraffazione che si svolge su un lenzuolo a terra e che, sotto gli occhi di tutti, ha raggiunto livelli di sfrontatezza incredibili, in quanto i soggetti coinvolti sono certi dell’impunità o addirittura della regolarizzazione, corso Quadrio insegna». Così il presidente di Federmoda Ascom Genova, Gianni Prazzoli, commenta i controlli in corso, da parte della polizia annonaria, sui prezzi dei cartellini nei negozi.

«A seguito di numerose segnalazioni di imprenditori del commercio – spiega Prazzoli – siamo venuti a conoscenza dell’effettuazione in questi giorni, come peraltro già successo nel passato, di controlli fotografici a tappeto alle vetrine dei negozi del centro cittadino da parte della polizia annonaria, al fine di verificare ipotetici aumenti di prezzo di cartellino in concomitanza con l’inizio dei prossimi saldi di fine stagione. Sono amareggiato, perché tutti gli anni, prima dei saldi, viene data un’immagine logora e assolutamente irreale dell’imprenditore commerciale e della sua quotidiana attività sia da parte dell’amministrazione comunale, con attività di controllo eccessivamente zelanti, sia attraverso messaggi ormai ripetitivi e stucchevoli di “attenti alle truffe” da parte delle associazioni dei consumatori».

«È certo più facile e comodo – prosegue Prazzoli – effettuare una verifica presso un locale commerciale con sede fissa piuttosto che impegnare le forze per contrastare il fenomeno dilagante dell’abusivismo e della contraffazione che si svolge su un lenzuolo a terra” che, sotto gli occhi di tutti, ha raggiunto livelli di sfrontatezza incredibili in quanto tali soggetti certi dell’impunità o addirittura della regolarizzazione, corso Quadrio insegna».

«La città turistica di cui le amministrazioni locali si riempiono la bocca – conclude Prazzoli – non è solo musei, feste di Capodanno e, meno male, negozi, bar e ristoranti aperti, ma anche e soprattutto una città nella quale i turisti percepiscano sicurezza e legalità e dove non si venga molestati da venditori abusivi di merce contraffatta o presi in ostaggio da posteggiatori illegali ormai padroni incontrastati dei punti nevralgici del turismo genovese».

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