Sarà un avvocato, o un’altra figura professionale, ad assumere la guida dellAutorità portuale di Genova, in gennaio, quando il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio nominerà il successore di Luigi Merlo, dopo la reggenza del commissario, ammiraglio Giovanni Pettorino.

È quanto risulta a Liguria Business Journal da voci provenienti da ambienti ministeriali.

La prima preoccupazione del ministro, dopo quella di individuare una figura competente tale da essere in grado di governare il primo porto italiano, è quella di puntare su una persona percepita come al di sopra delle parti. Quindi non un politico ma, probabilmente, neppure un operatore portuale, che potrebbe essere gravato da rivalità o sospetti di conflitti di interesse. Se questa impostazione è in effetti quella prevalente, risulta escluso dalla rosa dei papabili Sandro Biasotti che pure, secondo molti insider, avrebbe più di una carta in regola per essere il prossimo presidente di Palazzo San Giorgio. Nessuno dubita delle sue capacità operative e della sua competenza in ambito logistico.

Nel 1974 Biasotti , affiancato poi dai fratelli, rileva la dittadi trasporti  individuale fondata dal padre nel 1947, sviluppandola fino a farla diventare un gruppo che nei primi anni Novanta si colloca tra i principali protagonisti a livello nazionale nel settore dei trasporti e della logistica, con 17 società operative e oltre 500 dipendenti.

Nel 1998 accetta un’offerta conveniente e vende tutto il settore della logistica. Indirizza i propri interessi di imprenditore al settore automotive e imposta il nucleo iniziale intorno alla vendita dei marchi Jaguar e Chrysler-Jeep. Oggi il gruppo Biasotti rientra tra i primi 50 dealer italiani ed è uno dei principali dealer Mercedes Benz in Italia per volumi e fatturato. Le sedi operative dislocate sul territorio sono 20 (11 officine e 9 concessionari) e gli addetti 230. Nel 2014 il fatturato consolidato del gruppo nel settore Automotive è stato di oltre 120 milioni di euro.

Negli anni Biasotti ha anche dato vita a una fiorente attività nel settore immobiliare.

Nel 2000 l’imprenditore entra in politica da indipendente nell’area liberale, vince le elezioni e diventa il primo governatore di centro-destra della Liguria. Resta in carica per tutta la legislatura, fino al 2005. Nel 2008 viene eletto in  Parlamento, nel 2013 è riconfermato parlamentare come capolista Ligure nelle file del Pdl in Forza Italia e nel 2014 viene nominato da Berlusconi  coordinatore regionale di Forza Italia.

In sostanza, troppo connotato politicamente, per di più dalla parte avversa al governo Renzi. Certo, l’ex governatore è stimato dalla comunità portuale per la sua competenza e anche per la capacità dimostrata come imprenditore e non è sfiorato da conflitti di interessi ma, secondo quanto fanno notare le fonti di BJ, non si vede perché il ministro dovrebbe affidare il primo porto italiano a un avversario dichiarato del governo.

È vero che alla Spezia, probabilmente, il Pd, e forse lo stesso Delrio, vedrebbero volentieri una riconferma dell’attuale presidente dell’ente portuale, l’ex senatore democratico Lorenzo Forcieri, che sta  dando  buona prova nel suo mandato e può disporre di una vasta rete di relazioni con il mondo imprenditoriale utilizzabili a favore della comunità portuale. Nominare a Genova un esponente non legato al partito potrebbe quindi essere una buona compensazione alla nomina di Forcieri alla Spezia ma la figura di Biasotti sarebbe probabilmente troppo ingombrante. In un momento in cui il Pd genovese e ligure è diviso – a livello regionale ha dovuto essere commissariato – la nomina di un big di Forza Italia alla vertice del primo porto italiano potrebbe avere l’effetto di un cerino buttato acceso in un bidone di benzina. Bisognerebbe che Berlusconi proponesse Biasotti a Renzi in cambio di un – cospicuo – compenso politico, al momento difficile da immaginare

Anche Mario Tullo, parlamentare Pd al secondo mandato, componente della commissione Trasporti, potrebbe essere un valido candidato. Ma Tullo, segretario del Pd ligure dal 2007 al 2009, è un esponente politico e del Pd. Con Forcieri, lo stesso ministro e Merlo che sarà chiamato a un incarico ministeriale in materia porti i Pd sarebbero un po’ troppi. Delrio sarebbe orientato a una figura al di sopra delle parti. Lo stesso discorso vale per Claudio Burlando (ex governatore della Liguria, ex ministro dei Traporti, autore di una legge fondamentale per lo sviluppo dello shipping italiano), che in ogni caso  ha più volte ripetuto di non avere nessuna intenzione di accettare un incarico del genere.

La scelta, se il ministro davvero intende puntare su un professionista, non dovrebbe essere difficile. Genova, nonostante tutto quello che è successo nei decenni scorsi, rimane il centro mediterraneo più ricco di professionalità legate al porto e allo shipping. Avvocati marittimisti, broker, assicuratori, e altri professionisti, competenti e affermati, sono numerosi all’ombra della Lanterna. Delrio può scegliere.

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