«Cambia un principio: la Liguria non è più una terra in cui l’impresa si deve sentire orfana e maltrattata, ma una terra che si baserà sui concetti di lavoro e occupazione, in cui i giovani potranno rimanere per studiare e lavorare. Lasciare la Liguria dovrà diventare una libera scelta, perché la nostra regione tornerà a fare impresa». Così Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria, commenta le azioni realizzate e i prossimi interventi per le piccole e medie imprese e il territorio, senza anticipare però «il testo definitivo della legge che sarà depositato la prossima settimana, in cui sono presenti strumenti molto innovativi a sostegno dell’impresa».

La Liguria si è dimostrata virtuosa nel raggiungimento del target di spesa stabilito dal Mise, certificando pagamenti per oltre 514 milioni, pari al 98% delle risorse complessive del programma.

Proprio attraverso il programma Por-Fesr, da giugno 2015 a oggi sono stati messi in circolo 55,4 milioni di euro (il 10% del totale delle risorse assegnate alla Liguria dal programma 2007-2013), così distribuiti: 18,2 milioni per investimenti a favori di pmi e poli di ricerca, 15,6 milioni per le imprese colpite dagli scorsi eventi alluvionali e 21,6 milioni per lo sviluppo urbano e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale. «L’obiettivo è non lasciare non speso neppure un euro di quelli messi a disposizione dai programmi europei e fare arrivare ogni centesimo delle risorse europee alle imprese liguri», dice Rixi.

Dei 55,4 milioni di euro, per il sostegno di piccole e medie imprese sono stati concessi ed erogati finanziamenti a 142 imprese per un totale di 6,5 milioni di euro per lo sviluppo e innovazione sull’asse 1-azione 1.2.3 del por Fesr 2007-2013 riaprendo ad agosto istruttorie per domande già presentate, ma che non avevano trovato in precedenza copertura di fondi nel bando 2012. Sulla creazione di reti e aggregazione di imprese, è stato riavviato a luglio il riesame istruttorio di 44 progetti già presentati per l’asse 1-azione 1.2.6 por Fesr 2007-2013 e si sono conclusi con la concessione di 1,4 milioni di euro a 23 imprese.

Con la nuova programmazione 2014-2020 sono state avviate azioni per supportare le attività economiche nella prevenzione dei rischi alluvionali attraverso soluzioni tecnologiche: al bando che si è chiuso il 30 ottobre sono state presentate 345 domande per 3,6 milioni di euro. Tra luglio e ottobre sono stati riaperti anche tre bandi per consentire alle aziende rimaste escluse per errori formali di presentare richieste per i danni subiti nel 2013 e nel 2014 (assegnati 4,5 milioni a 150 aziende). Interventi a favore anche dei progetti di ricerca e innovazione industriale, per i quali le grandi imprese hanno presentato richieste per 20 milioni di euro.

Per la riqualificazione del piccolo commercio sono state assegnate risorse aggiuntive per 1,7 milioni di euro e sono state finanziate 90 piccole imprese commerciali: una misura contro lo spopolamento e l’abbandono dell’entroterra. Proprio nell’ottica di rilanciare il territorio interno, si attende la firma dell’accordo di programma per l’area delle valli dell’Antola e Tigullio, sempre nell’ambito Por-Fesr: tra gli obiettivi, interventi per la scuola, sanità e trasporti, tra cui la digitalizzazione dei servizi socio-sanitari, per l’efficienza energetica, e il turismo. Va nella stessa direzione la proposta di legge a tutela delle botteghe dei piccoli borghi.

Finanziamenti che saranno “a misura di impresa” anche dal punto di vista della gestione e dell’accesso: bandi semplificati e più veloci, grazie alla procedura informatica, e modello unificato per la segnalazione del danno da evento calamitoso.

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