Il Comune di Genova, insieme a quelli della Spezia, Savona e Sanremo, preoccupato per la mancanza dei finanziamenti regionali per interventi a favore delle persone senza fissa dimora, lancia un appello alla Regione chiedendo di mantenere fede agli impegni. Nel corso di un tavolo tecnico, l’assessorato alla Sanità e alle Politiche sociali ha annunciato che non verserà ai Comuni il saldo previsto di 400 mila euro per questo tipo di azioni, nonostante l’impegno fosse già stato deliberato dalla Regione ad agosto.

Il finanziamento era già stato previsto a bilancio dai Comuni, che si troverebbero ora a fare i conti con meno risorse.

 

Le persone senza dimora si concentrano nelle aree urbane. Il Comune di Genova, ogni anno, raggiunge 900 persone su una popolazione stimata di duemila senza tetto sul territorio genovese. I posti letto a disposizione in città sono 310, di cui 188 per 365 giorni all’anno, mentre gli altri vengono attivati proprio nel periodo invernale. A questo si aggiunge un’accoglienza straordinaria per 40 posti quando il termometro scende sotto i quattro gradi. Oltre al letto vengono offerti altri supporti primari, dai pasti caldi alla doccia, ai colloqui in punti d’ascolto.

Per queste attività a Genova vengono investiti ogni anno quasi tre milioni di euro, di cui un milione e 750 mila sono a carico del Comune e il resto cofinanziato dagli enti del terzo settore che gestiscono le attività nel quadro di un Patto di sussidiarietà: Fondazione Auxilium (capofila), Associazione S. Marcellino, Associazione Massoero 2000, Veneranda Compagnia della Misericordia, Afet, Ceis, Croce Rossa. La compartecipazione attesa dalla Regione ammonta complessivamente a 600 mila euro.

«Mi auguro che l’assessore Sonia Viale smentisca l’intenzione di questo incomprensibile taglio di risorse − sottolinea l’assessore alle politiche socio sanitarie del Comune di Genova, Emanuela Fracassi − e tenga anche conto del fatto che misure del genere, già insopportabili in sé, sono aggravate dall’assenza totale, fino a oggi, di un confronto tra i Comuni e la nuova giunta regionale sulle politiche sociali e sanitarie che non investono solo il sistema delle aziende sanitarie ma impegnano fortemente anche i Comuni».

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