La settimana scorsa Limet, Associazione ligure di meteorologia, ha dato vita a un seguitissimo convegno intitolato “Territorio: cambiamenti climatici e alluvioni”. Venerdì 20 novembre i vertici di Arpal hanno incontrato i sindaci liguri nella sede dell’Anci per spiegare funzioni e professionalità racchiuse nell’Agenzia, scoprendo che molti primi cittadini ne ignoravano le potenzialità.

È indubbio che la meteorologia stia suscitando un interesse crescente, soprattutto in un territorio come quello ligure in cui, una previsione azzeccata, può contribuire a mettere in moto tutto il sistema di allerta e di protezione civile per salvare delle vite in caso di alluvioni.

Quello che si sta verificando però è una grande confusione a causa del numero di soggetti privati che, per avere un maggior numero di click sul proprio sito, “sparano” titoli sensazionalistici che rischiano di confondere il cittadino.

Il portale web ilmeteo.it aveva lanciato un’allerta rossa per la Liguria in occasione delle precipitazioni previste per martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2015. La parola allerta è fuorviante, perché soltanto dalla protezione civile regionale può emanarla, ma il cittadino, che magari non è informato su tutte queste dinamiche, si allarma, associando il messaggio a qualcosa di ufficiale. In quell’occasione il sistema di protezione civile regionale aveva emesso un’allerta di colore giallo e in effetti non si erano verificati danni significativi.

Ilmeteo.it non è nuovo a sensazionalismi di questo tipo: aveva modificato a posteriori le carte previsionali per dimostrare di aver annunciato l’alluvione genovese del 2014. Questo sito, che vive di pubblicità in base ai click sulle previsioni, è anche l’ideatore dei “nomi” dati a cicloni e anticicloni: Calamita, Circe, Ade eccetera. Inoltre ha coniato neologismi come “bomba d’acqua”, “bomba polare”, “hot storm”, che fanno rabbrividire tutti coloro che hanno fatto qualche studio di meteorologia. Termini da “meteo marketing” che vengono amplificati da gran parte delle testate giornalistiche italiane.

Tornando alla Liguria, c’è da dire che Arpal è stato per anni poco avvezzo a comunicare in modo semplice e accessibile le previsioni meteo e, dopo i fatti del 2014, ha preferito un atteggiamento “low profile” non facendo più apparire in video i suoi meteorologi, tanto che, proprio il Limet, ha colmato quell’esigenza di avere previsioni spiegate in modo semplice anche per non addetti ai lavori. L’atteggiamento dell’Associazione ligure di meteorologia però, sembra essere quasi di sfida nei confronti di tutto il sistema di Protezione civile regionale. Liguria Business Journal da sempre ha come linea editoriale quella di far emergere il meglio della Liguria, di provare a fare sistema con le eccellenze sul territorio. Arpal lo è, il Limet lo è soprattutto dal punto di vista della comunicazione anche attraverso i social network, ci chiediamo se non sia possibile una collaborazione tra questi due soggetti, visto che l’obiettivo è lo stesso: l’informazione corretta al cittadino anche nell’ottica della salvaguardia delle persone.

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