Domani gli allevatori liguri e Coldiretti Liguria manifesteranno davanti alla Coop A. Negro di Genova (piazzale antistante Terminal Traghetti). Il presidio si svolgerà dalle 9,30 alle 18.

Alle 11, sul piazzale, si svolgerà anche un incontro a cui parteciperanno l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, il presidente di Coldiretti Liguria, Gerolamo Calleri, il presidente dell’Ara-Associazione regionale allevatori Stefano Ghiso, il direttore generale di Coldiretti Liguria Giovanni Moretti, i presidenti e i direttori provinciali di Coldiretti, rappresentanti delle associazioni dei consumatori liguri.

La manifestazione si inserisce nel quadro della mobilitazione nazionale avviata da Coldiretti per la difesa del latte italiano e per tutelare i lavoratori del settore schiacciati dalle multinazionali con prezzi di acquisto inferiori ai costi di produzione. Coldiretti, con il sostegno di molte associazioni dei consumatori, denuncia il fatto che il latte italiano venga sostituito con latte di provenienza sconosciuta, senza l’indicazione dell’origine in etichetta e senza trasparenza sugli ingredienti utilizzati: solo 1 busta di latte Uht su 4, vendute in Italia, contiene latte italiano. Inoltre, secondo l’associazione di categoria, le industrie acquistano semilavorati di latte (cagliate, caseine e caseinati) di provenienza straniera, per produrre formaggi, yogurt e mozzarelle, spacciandoli per made in Italy: una mozzarella su 2 consumata in Italia è prodotta con cagliate straniere. Infine, la protesta verte sul prezzo pagato ai lavoratori: pochi centesimo, meno di quanto costa produrlo. D’altro canto però, denuncia Coldiretti, il prezzo per i consumatori resta inalterato ed è ai più alti livelli in Europa.

«Il latte ormai è una commodity – spiega il presidente regionale di Coldiretti Liguria Gerolamo Calleri – attorno a cui ruotano interessi economici di livello mondiale. Se pensiamo che il costo di produzione del latte in Paesi come Australia e Nuova Zelanda si aggira intorno ai 25 centesimi al litro, ma con un prezzo al dettaglio che oscilla tra 1,2 e 1,6 euro al litro, ci rendiamo conto che non paghiamo il valore del prodotto ma costi infrastrutturali, amministrativi e commerciali che non hanno nulla a che vedere con il latte stesso. La Liguria, oltre a rappresentare una piccola goccia della produzione nazionale, sconta una situazione orografica particolarmente difficile e una cronica mancanza di vie di accesso che rendono la raccolta del latte assolutamente antieconomica, soprattutto se rapportata alle piccole quantità prodotte».

Di conseguenza dall’inizio della crisi hanno chiuso più di 3 stalle al giorno e si sono persi 32 mila posti di lavoro. Le montagne tendono a spopolarsi e, per Coldiretti, c’è meno “verità” e sicurezza sulle tavole delle nostre famiglie e nei prodotti per i bambini.

«Non dimentichiamo inoltre il valore ambientale che l’attività di allevamento riveste per un territorio fragile come la Liguria – aggiunge il presidente Calleri – Senza il pascolo dei bovini, da carne e da latte, il bosco che già rappresenta oltre il 70% del nostro territorio continuerebbe nella sua avanzata inesorabile, con tutti i problemi che una naturalizzazione improvvisa comporta: frane, allegamenti, incendi. Un conto salato che spesso ci viene risparmiato per l’opera di prevenzione silenziosa ma attiva svolta dalle imprese agricole».

Per questo Coldiretti Liguria chiede un forte impegno da parte delle istituzioni locali e nazionali per garantire il giusto reddito alle imprese e segnala come sia necessario che l’Unione Europea sia più attenta alle esigenze dei propri territori e dei propri cittadini.

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