Cresce ancora il turismo in provincia di Imperia (Istat), ma diminuisce l’occupazione nelle strutture ricettive (Cgil-Inps). La ricettività cambia faccia e si sposta dalle tipologie tradizionali verso quelle extra-alberghiere e le seconde case, che rappresentano ormai, secondo Unioncamere Liguria, il quadruplo delle presenze rispetto agli alberghi tradizionali a livello regionale. Di questo si è discusso oggi al convegno “Le cinque stagioni del turismo”, tenuto dalla Cgil in Camera di Commercio. Un’occasione per presentare uno studio che evidenzia l’andamento economico del settore turistico in provincia di Imperia.

Liguria Business Journal, a margine, rende note anche le statistiche Istat del bimestre estivo (luglio e agosto) in provincia di Imperia, che con una crescita del 4,25% sugli arrivi e del 2,26% delle presenze confermano il trend positivo già evidenziato nel primo semestre dell’anno.

Secondo la Cgil (dati Inps), la situazione occupazionale resta «critica», e registra una «perdita del 26% dell’occupazione, rispetto al 2008 anno di inizio della crisi. I lavoratori dipendenti hanno risposto meglio alla crisi rispetto ai lavoratori autonomi, grazie anche all’utilizzo della cassa integrazione in deroga (passando da 13 a 15 mila unità dal 2008 al 2014); i lavoratori indipendenti hanno al contrario subito un tracollo del 60% passando da 15 mila a 6 mila unità, pagando per intero il tributo occupazionale alla recessione».

Nell’imperiese gli occupati del turismo sono il 24,9% del totale (il settore da lavoro a circa 20 mila dipendenti). Il numero di imprese (alberghi e ristoranti), è aumentato fino ai 6977 del 2012, per poi calare bruscamente a 5975 nel 2014. Il numero di posizioni lavorative per impresa ha avuto un andamento simile, raggiungendo i 4,78 addetti nel 2012 per tornare a 4,5 nel 2014, valore uguale a quello del 2005. Una sola impresa start-up nel settore sulle 58 presenti in Liguria. La provincia di Imperia è però in prima posizione in Liguria sul totale delle presenze straniere.

«Il principale limite del settore – secondo la Cgil – è la concentrazione delle attività e delle risorse sul comparto balneare e nelle seconde case (le presenze nelle seconde case superano i 18 milioni), mentre le presenze negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri nel 2014 non hanno raggiunto i 3 milioni di presenze. Inoltre, il confronto con i vicini francesi è piuttosto impietoso se pensiamo che solo la città di Nizza ha più arrivi turistici di tutta la Liguria messa insieme e più del doppio delle presenze. La Costa Azzurra è un modello al quale tendere soprattutto per la capacità complessiva di promozione del territorio, accoglienza e articolata offerta turistica in un contesto che non si limita a quattro stagioni, ma che ne può e ne deve immaginare anche una quinta scissa dal binomio “sole e mare”».

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