«L’amministrazione comunale non può venir meno al rispetto dei ruoli. Il Comune non può interferire sulle gare di appalto di un’azienda, Iren, di cui detiene il 16% ed è quotata in borsa. Anzi, è interesse di tutti che non si perpetuino vecchi meccanismi nei quali le istituzioni politiche dettano assunzioni o appalti alle aziende pubbliche. Ogni sforzo o intesa sindacale per assicurare l’occupazione dei lavoratori va compiuta nell’assoluta trasparenza delle procedure».

Così il Comune di Genova risponde alle proteste dei lavoratori degli appalti Iren, in seguito alla decisione dell’azienda di non rinnovare il contratto, in scadenza a dicembre, all’impresa Coget, che per i lavori commissionati impiegava 19 addetti.

L’azienda precisa che «le gare di appalto per lavori e servizi affidate da Iren prevedono, per circa l’80% dei casi, l’aggiudicazione attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che consente alla stazione appaltante di valutare i requisiti tecnici ed economici del soggetto offerente; non corrisponde a verità dunque affermare che Iren utilizza di norma il criterio del maggior ribasso. Tale criterio è utilizzato, così come previsto dalla normativa in vigore, solo per lavorazioni standardizzate, previa dimostrazione da parte delle imprese di possedere i requisiti vincolanti in materia di qualità e sicurezza».

Per il futuro, «in merito alle future gare di appalto che supporteranno l’impegnativo piano di investimenti e di sviluppo, il Gruppo Iren è intenzionato a individuare modalità di affidamento che considerino anche il reimpiego del personale occupato presso precedenti imprese»

Secondo Fabio Marante, segretario generale di Fillea Cgil Genova, «tali dichiarazioni risultano beffarde e confermano come sia in atto un disegno ben preciso, avallato dal sindaco Marco Doria e dalla sua giunta. Il fine è massimizzare i profitti attraverso la pratica negli appalti del massimo ribasso o della condizione economica maggiormente vantaggiosa priva di qualsiasi vincolo rispetto all’impiego di personale già impiegato nel settore. È strumentale affermare – come ha fatto Iren – che l’80 per cento dei casi di aggiudicazione avvenga attraverso il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa senza specificare a quanto ammonti il peso percentuale delle assunzioni di personale già operante nel comparto».

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