La normativa sulla “voluntary disclosure”, cioè la “collaborazione volontaria” che dovrebbe consentire ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione, è, insieme, complicata e carente, secondo quanto denuncia Massimo Scotton, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Genova.

Ecco la lettera inviata da Massimo Scotton:
UN PAESE CON LA MANO CORTA.
Egregio direttore, ho letto i recenti articoli sulla VD, e le varie opinioni mi suggeriscono queste osservazioni.Parto da un principio liberale indiscutibile: uno Stato Sovrano può emanare i provvedimenti di amnistia, indulto e perdoni di ogni genere che meglio ritiene, appunto perché è Sovrano. Lo ha sempre fatto e lo continuerà a fare nei secoli dei secoli. Si può forse discutere sull’efficacia, sulle modalità, est modus in rebus diceva qualcuno, e sugli obiettivi che si intendono raggiungere. Forse scontenterò qualche irriducibile romantico della politica col dire che la VD non ha lo scopo di educare l’italica popolazione bensì unicamente quello di produrre gettito, far soldi come si dice tra noi Cittadini ovvero contribuenti come piace all’Amministrazione Finanziaria. Bene. Se queste sono le assumption – lieto di esaminarne altre – allora ci si può chiedere se il prodotto colga veramente il mercato, quali garanzie offra e se contenga la clausola soddisfatti o rimborsati come nelle televendite. A mio parere no, per il fatto è che dotato di una complessità tale da renderne necessaria una proroga, ancor più per bisogno dello Stato (ricordo un altro recente provvedimento che parlava di mantenimento dei canali telematici aperti perché in quel tempo la parola proroga era poco performante). Sono davvero numerosi i punti interrogativi sia in termini dell’ an che del quantum che soprattutto dei risultati definitivi, o provvisori(?), che si possono ottenere.
Dal campo amministrativo fiscale a quello penale ho sentito e letto molti autorevoli pareri che hanno espresso, per quest’ultimo in particolare, molti dubbi ai quali con osservanza mi rimetto. Se poi il successo dell’operazione sarà affidato ad atteggiamenti persecutori ovvero anche minatori, piuttosto che alla certezza del diritto, saranno scelte che appartengono sempre allo Stato Sovrano di cui sopra e che lascio ad altri commentare. Altri autorevoli pareri hanno giudicato negativamente la politica di marketing impiegata volta a creare problemi incertezze e rischi anche tra coloro che svolgono un po’ la funzione di agenti di commercio del prodotto da vendere, creando loro inutili rischi di coinvolgimento in aspetti di antiriciclaggio ovvero penalistici, solo in parte poi rimediati. Lascio il terreno di politica economica (commerciale), dove maldestramente mi sono avventurato, per spostarmi verso quello di categoria. Dico in breve che i Commercialisti si sono addentrati con fatica in questa normativa non chiara, con i clienti che chiedono certezze impossibili da fornire. Segnalo un punto. Nel testo della legge manca un articolo, con il numero che volete – magari bis, ter, duodecies – che rechi questo titolo: modalità di acquisizione, utilizzo e conservazione della documentazione. Sarò rapido nel dire che è inaccettabile, vergognoso e indegno, sempre per il nominato Stato Sovrano, lo spettacolo di spallonaggio elettronico al quale abbiamo dovuto assistere perché nessuno si è preoccupato di normare tali aspetti con formule di garanzia e rispetto da ambo le parti, ovviamente. L’applicazione di una legge dello Stato da parte di coloro che intendono farvi ricorso e dei professionisti che li assistono, è legittima in quanto tale e il paziente deve essere sul tavolo del chirurgo per essere operato senza se, senza ma e senza come! O forse il chirurgo deve andare a cercarsi sia i ferri che il paziente? E quindi concludo dicendo che ci vuole coraggio, o meglio determinazione e chiarezza, per il raggiungimento degli obiettivi una volta posti, senza avere pudicamente la mano corta. Gran frase quella che disse Henry Ford, in tempi non sospetti, “gli ostacoli sono quelle cose terribili che si vedono quando si distoglie lo sguardo dall’obiettivo” Ne guadagna la certezza del diritto e il rapporto dello Stato con il Cittadino che in oggi, come si suole dire con l’ottimismo di noi liguri, può solo migliorare.
Massimo Scotton ODECEC Genova

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