«Il presidente Toti ha ragione, quello che importa oggi è rimediare ai danni fatti e collocare gli immobili sul mercato, ma non è un’operazione facile». Così Federico Garaventa, presidente di Ance Liguria, commenta per BJ la proposta avanzata nei giorni scorsi dall’M5S di avviare una commissione d’inchiesta su Arte (Agenzia regionale territoriale per l’edilizia) per fare luce sulla sua passata gestione. Toti aveva replicato che «sono stati conferiti ad Arte immobili anche importanti, valutati certamente a una cifra fuori mercato perché servivano soldi per tappare i vari puffi e buchi lasciati in giro dalla passata amministrazione. Oggi ci ritroviamo con immobili a bilancio per oltre 100 milioni di euro che certamente sul mercato valgono molto meno. C’è poco da scoperchiare, c’è da lavorare per cercare di risolvere il problema, abbattere oneri finanziari che paghiamo tutti gli anni con le tasse e i soldi dei cittadini e trovare una collocazione sul mercato a questi immobili».

«Una commissione d’inchiesta – precisa Garaventa – si può anche fare, ma quello che è accaduto sta sotto gli occhi di tutti ed è frutto di una certa politica, di certi rapporti tra enti, del fatto che c’era una banca che dava denaro senza entrare nel merito del credito. E poi le operazioni immobiliari speculative non sono così facili da realizzare. Ora, per collocare gli immobili sul mercato occorre innanzi tutto definire una metodologia per stabilire il percorso dell’operazione e i valori. Il valore reale di mercato degli immobili complessivamente è lontano da quello ufficiale, comunque il rapporto tra valore di mercato e valore ufficiale varia da un edificio all’altro. Ci sono situazioni diverse. Certo – conclude il presidente di Ance Liguria –  che per portare a termine l’operazione occorre possedere un mix di diverse competenze, urbanistiche, commerciali, tecniche»

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