Controlli su olio d’oliva, pescato e merci in ambito portuale. Sono queste i temi trattati da Arpal ad “Ambiente sano per una alimentazione sana”, la due giorni milanese organizzata al “Pirellone” da AssoArpa e da ArpaLombardia, come evento collaterale di Expo.

Questa mattina Maurizio Garbarino, responsabile del laboratorio multisito di agenzia, ha illustrato il sistema Liguria quale esempio di collaborazione fra enti per le analisi sui prodotti del pescato: una sinergia fra Arpal, Asl, Izs, Nas e Usmaf.

Ben 1.475 i campioni analizzati nel 2014 per gli Uffici di Sanità Marittima e di Frontiera, in aggiunta ai 1.286 effettuati per Asl. Sul pescato, ricercati nei laboratori Arpal contaminanti chimici quali diossine, furani e pcb; sui mitili, verificati metalli, radioattività e fitoplancton potenzialmente tossico.

In caso di superamenti, segnalazioni alle autorità competenti e, nei casi più gravi, attivazione del Rapid Alert System for Food and Feed, il sistema di allertamento rapido per cibo e mangimi, che permette di notificare in tempo reale a livello europeo possibili rischi, diretti o indiretti, per la salute pubblica.

Nel pomeriggio Federico Femminella, tecnico specializzato nelle analisi dell’olio, ha raccontato come Arpal vigili sul Disciplinare Riviera Ligure, che produce circa 534 tonnellate/anno: l’Italia è primo importatore e secondo produttore europeo d’olio, ma ha una biodiversità di olive inarrivabile, con la coltivazione di 500 varietà diverse. Sono il 42% del totale, il doppio di Grecia e Spagna messe insieme.

Fra le frodi più comuni smascherate nel laboratorio Arpal di Imperia, la miscelazione di olio italiano con quello di altre nazionalità o altre varietà di minor qualità (semi, sansa, etc). E nel polo di eccellenza sull’olio vengono svolte anche tutte le analisi previste per controllare la qualità del prodotto.

Il direttore scientifico Rossella D’Acqui ha presentato il ruolo di Arpal nel tutelare il consumatore all’interno del principale sistema portuale italiano: Genova, La Spezia e Savona importano il 60% del mercato nazionale di alimenti di origine vegetale. Nel 2014 hanno movimentato 3,5 milioni di teu, 79 milioni di tonnellate di merci e 4,6 milioni di passeggeri fra traghetti e crociere. Con l’aggiunta di Imperia, danno lavoro in Liguria al 10,5% degli occupati italiani dell’economia del mare. Anche in questo caso fondamentale la collaborazione fra enti, che ha portato ai controlli di Arpal per le analisi dei materiali a contatto con gli alimenti, le micotossine e i pesticidi, la radioattività e altre curiosità.
Bolle di sapone con coliformi, piume non igieniche all’interno di giubbotti e coperte, colle al cloroformio, borse termiche con toluene e naftalene, incensi al benzene, cosmetici e accessori di bigiotteria con concentrazioni di metalli non consentite: tutte merci bloccate, sequestrate, rimandate al mittente a seguito delle analisi Arpal. Cruciali in un sistema di controlli come quello italiano, dove prima dello sdoganamento servono tutti i nullaosta. Nel Nord Europa invece le navi scaricano, e i controlli si effettuano durante la distribuzione, dove risulta molto più complicato ritirare merci irregolari o nocive per la salute umana.

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