L’Organizzazione mondiale della sanità ci dice che il segmento della popolazione ultra 65 è quello che cresce più velocemente: un fenomeno, cosiddetto “silver tsunami“, dovuto all’aumento della durata della vita e, contemporaneamente, alla diminuzione della natalità nel mondo occidentale. Se da un lato per l’Oms questo fenomeno è un successo per l’umanità, perché significa che le vaccinazioni, i progressi della sanità e un’adeguata nutrizione hanno portato a un miglioramento della qualità della vita, dall’altro ci sono anche conseguenze negative legate a questo. E la società deve essere in grado di adattarsi per migliorare la salute e la capacità relazionale degli anziani.

Si è parlato di questo oggi al Galata Museo del Mare di Genova, nel corso dell’incontro “Conservare i propri equilibri“, organizzato nell’ambito del Festival della Scienza. L’invecchiamento deriva dalla somma di cambiamenti fisici, psicologici e sociali. Ma è possibile “rallentare” questi cambiamenti, mantenendo il proprio corpo e la propria mente attivi e, appunto, in equilibrio? Risponde alla domanda di Liguria Business Journal Patrizio Odetti, professore ordinario di geriatria dell’Università di Genova.

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