Niente più degrado e rifiuti incontrollati, pericolosi o meno, nel cantiere (bloccato) del porto di Ospedaletti. Lo ha deciso con propria ordinanza il sindaco Paolo Blancardi. Un ordine atteso da tempo, dato che l’area recintata del nuovo approdo è ormai in stato di totale abbandono: terra di nessuno dalla sentenza di annullamento di ogni atto pronunciata dal Consiglio di Stato nel 2013. L’ordine è rivolto a Fin.Im, la società ex costruttrice del porto insieme all’Impresa Rosso di Torino, ora in liquidazione ed affidata al curatore fallimentare Massimo Montardi di Imperia. La Fin.Im, secondo il Comune, ha trenta giorni di tempo per smaltire tutto ciò che rimane nell’area: fusti e bidoni d’olio, macchinari e auto abbandonate, perfino i prefabbricati a suo tempo utilizzati per gli uffici di cantiere. Passati i trenta giorni sarà il Comune ad incaricarsene, rivalendosi sulla società in un secondo tempo.

Il fallimento della Fin.Im, società guidata dal geometra Mauro Mannini, è stato decretato lo scorso mese di luglio. Il prossimo 4 novembre si terrà la prima udienza di fronte al Tribunale di Imperia per la valutazione del credito da parte dei soggetti richiedenti. La stessa Fin.Im in liquidazione dovrà valutare anche questioni di primaria importanza: su tutte il ricorso nei confronti di Regione e Comune in seguito all’annullamento degli atti urbanistici e la decadenza della concessione sull’area di Baia Verde. I legali di Fin.Im avevano a loro tempo valutato una cifra risarcitoria superiore ai 100 milioni di euro, motivata dall’impossibilità di portare a termine e monetizzare le opere. Cifra che lo stesso curatore Montardi, contattato da BJ Liguria, conferma sulla base della precedente documentazione dell’impresa ma che, allo stato attuale delle cose, dovrà essere rivalutata anche in sede giudiziale. Nel frattempo prosegue l’iter giudiziario che dovrà ricostruire tutti gli aspetti del “naufragio” del porto, iniziato nel 2008 e bloccato nel 2011 con la realizzazione solo parziale delle opere a mare.

Procede anche la lenta ripartenza della pratica urbanistica per dare un nuovo corso al porto di Ospedaletti. Dopo il riassetto del piano della costa deciso dalla Regione lo scorso autunno (in carica c’era l’assessore Gabriele Cascino), da Ospedaletti è stato varato un nuovo masterplan dal titolo “Porto di Campagna”. Uno “slow port”, queste le intenzioni dell’amministrazione, che vedrà spazi più ridotti per i posti barca e una zona dedicata a servizi e balneazione. Si attende l’incontro in Regione per definire i volumi a terra e deliberare la nuova, necessaria, variante urbanistica. Dopodiché, forse già nel 2016, potrà ripartire la fase di (ri)progettazione dell’approdo turistico.

1 COMMENTO

  1. Sarebbe ora di ripulire definitivamente il litorale e le spiagge di Ospedaletti da detriti e rifiuti di vario tipo prima che qualcuno si faccia del male! La sicurezza delle aree pubbliche antistanti il mare lascia molto a desiderare.
    Oltre alla zona del futuro porto, bisogna stare molto attenti all’altezza della vecchia stazione ferroviaria perche’ c’e’ uno spiazzo in cemento ove staziona ancora un prefabbricato vecchio di anni e ormai in larga parte arrugginito, tra i sassi della spiaggia ci sono tantissime pietre di cantiere dalle quali spuntano ferri anch’essi arrugginiti, e non e’ meno pericolosa l’area adibita a parcheggio sottorraneo , anche’essa incompleta, ove a protezione delle scale ci sono balaustre provvisiorie di certo non a norma di sicurezza.
    Mi chiedo come mai in Italia si approvino opere che, solo a lavoro avanzato, si scoprono progettate non in modo corretto. E’ mai possibile che tanti tecnici e ingegneri civili siano degli incompetenti??

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