L’export tiene a galla le micro imprese liguri

L’export tiene a galla le micro imprese liguri

Produzione industriale in calo, anche se il segno negativo è meno marcato (-0,2%) rispetto a quello dell’anno scorso. Maggiori difficoltà per le imprese artigiane (-3%). È quanto emerge dall’indagine sull’industria manifatturiera ligure, relativa al secondo trimestre 2015 e svolta dall’istituto Tagliacarne per conto di Unioncamere Liguria. L’indagine è rivolta a un campione di 266 aziende liguri con almeno 2 addetti, di cui 155 artigiane.

Il comparto con maggiori difficoltà è quello alimentare (-3,6%) seguito da quello metallurgico (-2%); positiva la produzione per le industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+2,6%).

A livello provinciale, Imperia registra la variazione negativa maggiore (-2,3%), seguita dalla Spezia (-0,4%), Savona (-0,3%) e infine Genova, unica provincia in cui si rileva una variazione positiva (+0,1%). Il saldo tra indicazioni di aumento e diminuzione risulta positivo in tre province su quattro: solo le imperiesi esprimono ancora perplessità.

Per il fatturato si registrano variazioni positive in quasi tutti i settori (+0,1% per il totale delle imprese), a eccezione dell’alimentare (-2,5%) e del metallurgico (-1,9%). Ancora qualche defaillance per le imprese artigiane che hanno dichiarato una flessione del 2,7%.
Dati incoraggianti provengono dalle imprese esportatrici, che nel secondo trimestre dell’anno hanno registrato un fatturato estero in aumento (+1,7% il totale delle imprese, +1,6% le imprese artigiane). Tra i settori trainanti particolarmente significativo l’apporto delle industrie chimiche (+3,9%) e di quelle alimentari (+3,1%). Le province di estremo ponente e levante accusano una ripresa più lenta (Imperia -0,6%, La Spezia -0,5%), mentre Genova e Savona registrano variazioni positive (rispettivamente +0,4% e +0,1%).
In netto miglioramento il fatturato estero, positivo per tutte e quattro le province.

In leggero calo gli ordinativi provenienti dal mercato interno (-0,4%): anche in questo caso il comparto artigiano accusa maggiori sofferenze (-3,5%) e, in particolare, l’alimentare che registra una contrazione del 2,5%. Positivo l’andamento degli ordini esteri (+1,3%): tutti i settori, in tutte le province, hanno segnalato una sensibile ripresa dei mercati, in particolare il settore chimico.

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