In attesa della decisione dei sindaci del comprensorio del Tigullio sulla collocazione del nuovo depuratore, che sarà comunicata domani, il Comune di Chiavari manifesta le proprie perplessità sull’ipotesi che vede l’impianto in zona Tigullio est.
Presentato uno studio, promosso dal sindaco Roberto Levaggi e curato da Biagio Senise, esperto in Realizzazione Isa (Impianti di Ingegneria Sanitari e Ambientali) dell’Università di Ferrara, sulle problematiche relative a questa ipotesi, ma non solo: ne emergono anche i vantaggi tecnici, economici e ambientali dei due impianti di vallata, anziché dell’impianto unico comprensoriale. Secondo Levaggi, «si eviterebbe di realizzare oltre 10 chilometri di tubazioni e condotte sotterranee o addirittura sottomarine, che creerebbero grossi disagi agli operatori turistici e balneari della zona. Inoltre i costi gestionali dei due impianti sarebbero nettamente inferiori rispetto a quelli di un impianto unico, con un notevole risparmio nell’operatività del lungo periodo, soprattutto per l’elevato consumo di energia elettrica dovuto alle cinque stazioni di sollevamento. Il depuratore cosiddetto della Valle dell’Entella potrà comprendere i bacini di Chiavari, Lavagna e di alcuni Comuni della Valfontanabuona; quello della Val Petronio i bacini di Sestri Levante, Castiglione Chiavarese, Casarza».
Lo studio verrà inviato alla Città Metropolitana e all’assessorato all’Ambiente della Regione Liguria.

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