Con un tasso di femminilizzazione del 22,09%, la Liguria registra una quota di imprenditoria rosa di circa mezzo punto percentuale sopra alla media nazionale (pari al 21,6%). Secondo gli ultimi dati Unioncamere-Infocamere, sono 36.123 le imprese femminili in Liguria, su un totale di 163.492, valore che pone la nostra regione al 13esimo posto in Italia.

La Spezia è tra le province a maggior tasso di femminilizzazione, con un valore del 25,42% (il 17esimo d’Italia) e un numero di imprese rosa pari a 5.233 (su un totale di 20.585 realtà imprenditoriali in provincia). Bene anche Savona, 22esima con un tasso del 24,75%: qui si trovano 7.611 imprese a conduzione femminile sulle 30.750 totali. Al terzo posto in regione troviamo Imperia, 6.092 imprese rosa sulle 25.770 totali, pari a un tasso di femminilizzazione del 23,64%. Sotto al valore del 20% (e ben inferiore alla media nazionale) troviamo solo Genova: qui troviamo 17.187 realtà portate avanti da imprenditrici sulle quasi 86.400 totali (e un tasso pari al 19,9%).

In Italia la regione con il tasso più alto è il Molise, in cui si registra un tasso di femminilizzazione del 28,23%: qui le imprese sono quasi 9 mila sulle 35 mila complessive. Ben più bassa la percentuale in Trentino Alto Adige, ultima regione in Italia, dove si registra un tasso del 17,4%. Qui si contano circa 19 mila realtà a conduzione femminile sulle 109 mila totali.

I settori con la maggior concentrazione di imprese “rosa” sono quelli dell’indotto turistico. L’industria della vacanza è prevalentemente a carattere femminile e i dati lo dimostrano: alberghi, campeggi e altri alloggi registrano incidenze comprese tra il 26% e il 41%. Valori alti anche nell’attività di tour operator e agenzie di viaggio (compresi tra il 32,4% e il 42,4%). Nella ristorazione il tasso di femminilizzazione tocca anche il 31,6%. Forte presenza femminile anche nei musei (29,8%) e nelle attività bibliotecarie (42,3%). Leggermente inferiori, ma comunque importanti, i valori nei settori che comprendono palestre (26%), parchi di divertimento (29,4%), stabilimenti balneari (34,4%).

 

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