Sono oltre 15 gli operatori di riprese con droni in Liguria. Ma solo uno ha festeggiato il primo anno di attività con la certificazione dell’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, per poter svolgere l’attività anche nelle cosiddette “zone critiche” della regione, cioè principalmente nelle aree urbane, dove i rischi per la sicurezza sono più alti.

Si tratta di Dronework, marchio della società Malg Consulenze, che un anno fa ha cominciato a muovere i primi passi nel campo dei droni e da settembre 2014 opera con un drone certificato. «Abbiamo quattro droni a disposizione – spiega Mauro Rattone, responsabile Malg Consulenze – ma operiamo solo con quello certificato, mentre usiamo gli altri per fare prove fuori dalle aree critiche. Siamo in due a pilotare in area critica: insieme a me c’è anche Marco De Alessandri di Li.Sa, la società con cui siamo partner nella costruzione e riparazione dei droni».

Un avvio che è costato tempo, denaro e tanta burocrazia: «L’iter è lungo – dice Rattone – Abbiamo dedicato un intero anno per le certificazioni e investito circa dieci mila euro per partire». Il percorso tortuoso riguarda anche il pilota che si appresta a comandare un drone: sono previsti un corso presso una scuola certificata Enac e una prova pratica per la verifica delle abilità. E il drone stesso deve superare una serie di prove tecniche: a carico dell’operatore l’invio a Roma della documentazione relativa e le eventuali modifiche richieste sul macchinario dall’Enac prima di poter ottenere il via libera.

Partiti in sordina, l’obiettivo è crescere ancora: «Siamo in una fase di investimento in tecnologia – racconta Rattone – abbiamo iniziato a lavorare con macchinari non troppo costosi, ma presto ci doteremo di un drone più potente che compreremo a settembre». Il costo di un drone professionale può variare dai 1.500 fino a 30 mila euro, telecamera esclusa. Le macchine da presa invece possono arrivare ai 2.500 euro, partendo da una base di 600 euro. A queste spese si aggiungono anche quelle di un’assicurazione specifica «perché si tratta di un aeromobile, e il costo arriva ai 600 euro annui».

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Dalla pubblicità ai matrimoni, dagli autosaloni alle navi: le richieste di una ripresa dall’alto sono molteplici e arrivano da hotel e agriturismi, dal settore edile e da quello navale, per riprese di cantieri, yacht e barche, ma anche dalle Autorità portuali: «Abbiamo impiegato il drone nell’ambito della progettazione della nuova Torre Piloti di Renzo Piano – ricorda il responsabile di Malg – scattando foto a diverse altezze per verificare quale fosse la più adatta a un’ampia visuale e, nello stesso tempo, a un impatto idoneo sull’ambiente circostante». E Rattone strizza anche l’occhio alla Fiera di Genova: «Speriamo di poter operare per il Salone Nautico del prossimo autunno, essendo gli unici operatori certificati in Liguria».

Ma nonostante la certificazione Enac (ottenuta solo da una trentina di altri operatori in Italia), la concorrenza degli abusivi è molto forte: «Si tratta di un reato penale – afferma Rattone – sul quale però si interviene molto poco. C’è pochissima sensibilità anche in materia di sicurezza, nonostante il ministero dell’Interno abbia inviato a tutte le prefetture italiane un prontuario su come intervenire». Le multe possono arrivare fino a 100 mila euro e in alcuni casi è previsto anche l’arresto.

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