Acque sicure, 400 milioni a Genova

Acque sicure, 400 milioni a Genova

Un piano che coinvolge 14 aree metropolitane del Paese, comprese quella di Genova e Milano, per cui il governo ha stanziato 1 miliardo e 300 milioni di euro. È il piano Acque sicure contro il dissesto idrogeologico, illustrato questa mattina a Expo in un convegno.

A settembre, con la firma degli accordi di programma, il via al piano, che per Genova prevede circa 400 milioni.

Acque sicure, secondo il sindaco di Genova Marco Doria, «è una presa d’atto di un’emergenza dopo anni di sottovalutazione del problema». Doria ha annunciato che con i fondi a disposizione si potranno riprendere lavori già iniziati per la complessiva messa in sicurezza, anche se ci vorranno anni.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha confermato che le Regioni che sono avanti nella progettazione delle opere saranno avvantaggiate: «Basta ai finanziamenti dati su opere che non hanno ancora un progetto, dovrebbe accadere il contrario». Il ministero sta siglando accordi tramite Sogesid (strumento in house del ministero dell’Ambiente) per stabilire le linee guida per le nuove progettazioni che usciranno entro la fine di settembre.

Il tema Acque sicure riguarda anche i depuratori: «Su questo e sui rifiuti stiamo rischiando grandissime infrazioni dall’Ue – ricorda Galletti che aggiunge – il ministero dell’Ambiente sempre aperto, ma ci vuole collaborazione da parte delle Regioni e dei Comuni, che sono responsabili dei mancati interventi. Per questo addebiteremo a loro le sanzioni, non si può pensare che debbano pagare quelli virtuosi. In caso non si riescano a trovare soluzioni ci saranno commissari governativi che si prenderanno quelle responsabilità. «La scusa della mancanza di risorse non esiste – dice Galletti – perchè il mio ministero non ha questo problema, la questione è la governance, occorre essere più coordinati e sinergici, attuare i progetti che ci sono, già finanziati e controllare la spesa».

La Liguria, secondo il censimento sugli impianti di depurazione del 2012 dell’Istat, ha 781 impianti di depurazione (di cui 588 vasche Imhoff, al servizio di piccoli insediamenti che non sono serviti dalla rete fognaria, 72 impianti primari, 107 secondari e 14 avanzati). La sanzione per il mancato rispetto delle normative europee ha provocato infrazioni da parte della Corte di Giustizia europea. L’ultima, risalente al marzo scorso, ammonta a 18 milioni (Italia 476).

La Liguria, ha ricordato l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, passa così dal 3% al 24% totale dei finanziamenti legati alla messa in sicurezza idrogeologica e al 42% del primo stralcio.

Qui il link alla registrazione video integrale del convegno.

 

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here