L’Orto di Nemo cresce e si apre a nuove sperimentazioni. Il progetto avviato due anni fa a Noli con la coltivazione di basilico in biosfere trasparenti, presente anche a Expo Milano, si estende anche alle colture di fagioli, lattuga, aglio, timo, finocchietto, coriandolo, fragole e fiori di nasturzio (nella foto di apertura), originario del Perù.

«Grazie al supporto del Cersaa, Centro di sperimentazione e assistenza agricola di Albenga – spiega Sergio Gamberini, promotore del progetto  – abbiamo iniziato in questi giorni la semina di svariate tipologie di verdura e frutta e nel giro di una settimana dovremmo completarla. Il principio è creare fonti alternative di produzione di vegetali quando le condizioni ambientali terrestri particolarmente estreme non rendono disponibile acqua dolce, terreni fertili e sono caratterizzate da forti escursioni termiche tra giorno e notte: condizioni che pongono forti barriere all’agricoltura convenzionale. Tutte le zone di mare prospicienti aree desertiche o isole coralligene».

Nella struttura sono presenti al momento sei biosfere: una da 2 mila litri e quattro da mille, alle quali se ne aggiunge una nuova a forma di “candeliere” dove si sperimenta la coltura dei nasturzi.

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