«La ripresa ipotizzata alcuni mesi fa si è sostanzialmente verificata nel corso del 2014». Ma non facciamoci illusioni: «Possiamo parlare di stabilizzazione del sistema produttivo». A dirlo è Mario Venturi, direttore della sede genovese della Banca d’Italia, nel corso della presentazione del rapporto “L’economia della Liguria“.

EdiliziaStabili industria e terziario, in sofferenza il comparto edile. Il fatturato reale delle imprese industriali liguri è rimasto quasi invariato: uno 0,5% che interrompe il calo avviato nel 2011 e che delinea una maggiore resistenza delle piccole e medie imprese. Gli investimenti dell’industria sono aumentati del 14%, recuperando buona parte del calo registrato tra 2012 e 2013. Un calo che aveva toccato soprattutto le grandi imprese che, avendo effettuato sostanziosi investimenti negli anni pre-crisi, li hanno drasticamente ridotti nei mesi immediatamente successivi.

Non delude il made in Liguria: «Regge l’export – dice Venturi – che in un anno segna +10,2% e supera i 7 miliardi di euro. Un aumento dovuto non solo alla ripresa della cantieristica, senza la quale le esportazioni avrebbero comunque registrato il +8%: a crescere è la domanda di beni dall’estero, soprattutto da Africa e America centro-meridionale. In leggera flessione, invece, gli scambi con i Paesi dell’Unione europea».

Tra le zone d’ombra della Liguria, le costruzioni: il valore aggiunto diminuisce del 3,6%, in linea con quanto registrato in Italia (-3,8%). A riprendere una certa dinamicità sono invece le compravendite immobiliari: «La ripresa è dell’1,6%», precisa Venturi.

porto di Genova terminal SechQualche luce proviene dal terziario: nonostante l’incertezza della dinamica del reddito continui a influire negativamente sulla spesa delle famiglie, ci sono segnali di recupero sul fronte dell’acquisto di beni durevoli, aumentati del 2,7%. Positivi i dati sul traffico portuale: le merci segnano un +1,5% (primo recupero dal 2010), mentre il movimento container nei porti liguri cresce del 5,7%. Un incremento risultato leggermente superiore a quello dei principali porti del Mediterraneo occidentale e decisamente maggiore rispetto a quello dei porti del Nord Europa (+3,2%). Per ciò che riguarda il turismo, ancora una volta le maggiori presenze straniere (2,2%) compensano il secondo calo consecutivo dei flussi italiani (-1,9%).

Migliora laSoldi dinamica del credito: «Non è ancora normalizzato – commenta Venturi – perché siamo ancora a un terzo dei livelli pre-crisi, ma registriamo almeno un’inversione di tendenza: in generale, il circuito del credito è più fluido». I finanziamenti al comparto produttivo sono calati del 2,8%, a fronte di un -5,8% nel 2013, e si mantiene debole la domanda di credito da parte delle imprese stesse. Se la qualità (e la quantità) del credito si deteriora per il mondo imprenditoriale, la stessa cosa non avviene per le famiglie: sono in ripresa le erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni, soprattutto nell’ultima parte dell’anno, e i prestiti alle famiglie liguri (se si considerano anche le altre forme di finanziamento) sono calati solo di un leggero 0,7%. A incidere è soprattutto un miglioramento delle condizioni di offerta, soprattutto per quello che riguarda i tassi di interesse, più distesi grazie ai recenti interventi della Bce.
In crescita i depositi finanziari e i conti corrente. Si sono invece ridotte le altre forme di risparmio, escludendo i fondi comuni. Gli ultimi dati disponibili, relativi a marzo 2015, parlano di prestiti in diminuzione a imprese e famiglie, tassi d’interesse in calo, aumento dei depositi e stabilità nella qualità del credito.

Vero tasto dolente della Liguria è ancora il mercato del lavoro: «Purtroppo non abbiamo registrato segnali positivi nel 2014, ma ancora una flessione della dinamica dell’occupazione – dice Venturi – Forse si intravede una debole luce in fondo al tunnel: i dati più recenti, relativi al primo trimestre dell’anno, segnano una leggera inversione di tendenza che fa ben sperare per il futuro». La contrazione degli occupati è dello 0,7%: riguarda soprattutto il lavoro dipendente, i lavoratori fino a 55 anni d’età ed è equamente ripartita per genere. La disoccupazione tocca il 10,8% (in un anno sale di un punto percentuale): «A preoccupare è soprattutto la situazione dei nostri giovani, per i quali il livello di disoccupazione sale al 45%». E sono proprio i giovani quelli più propensi a cercare fortuna altrove: quella che emerge dal rapporto è una vera e propria migrazione verso l’estero e le altre regioni d’Italia. Una fuga che in Liguria, a differenza dell’andamento medio italiano, non coinvolge solo i laureati, ma anche i giovani tra i 25 e i 34 anni con diversi livelli di istruzione.

Diminuiscono infine del 25% le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni ordinaria, mentre gli interventi in deroga registrano un -18%, per un totale di -20% sulla Cig.

 

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.