Arpal inizia a lavorare anche sotto la superficie del mare. Mansioni prima affidate (e pagate) a ditte esterne specializzate, oggi svolte da cinque operatori di Agenzia, ottimizzando così le risorse.

Dopo una lunga preparazione, il gruppo subacqueo Arpal si è immerso nei giorni scorsi davanti ad Albissola. Fra i compiti della nuova equipe, il monitoraggio della prateria di Posidonia, il campionamento di mucillagini e altre alghe, le ispezioni su condotte fognarie e le indagini ambientali, come la verifica della presenza di risorgive di acqua dolce.

Per arrivare all’operatività dei subacquei di Agenzia, accanto alla formazione personale, sono state individuate, attraverso un percorso condiviso a livello nazionale, le più opportune misure di sicurezza.

Arpal ha coordinato un gruppo di lavoro del Sistema Nazionale delle Agenzie di Protezione Ambientale, da cui sono scaturite le “Buone prassi per lo svolgimento in sicurezza delle attività subacquee di Ispra e delle Agenzie Ambientali”.

Documento che è stato ufficializzato “Buona Prassi” dalla Commissione consultiva permanente per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro del ministero, diventando così il riferimento per tutto il mondo delle immersioni a scopo tecnico-scientifico.

Con una coincidenza cronologica rispetto alla prima immersione dei subacquei Arpal, la settimana scorsa le Buone Prassi sono state premiate a Firenze da Aicq, l’Associazione Italiana Cultura e Qualità.

Fra le motivazioni del riconoscimento, formalmente assegnato ad Arpal, il fatto che tale documento “colmi un evidente vuoto normativo in materia di sicurezza sul lavoro relativo alle attività subacquee scientifiche, offrendo nel contempo uno strumento operativo immediatamente applicabile dagli addetti ai lavori, nonché indicazioni gestionali per datori di lavoro e dirigenti del Sistema agenziale e più in generale di Università, Enti e Centri di Ricerca, che svolgono attività similari”.

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